Compostaggio a Masseria Ghetta, la svolta: il Ministero non lo finanzia

LECCE – Che cosa sia successo dopo il 30 settembre scorso, giorno in cui il sindaco di Lecce annunciò il finanziamento accordato dal MITE all’impianto di compostaggio in contrada Masseria Ghetta, non è chiaro. Certo è che – per ammissione del direttore generale di Ager, Gianfranco Grandaliano – quei soldi adesso non ci sono più: il Ministero ha detto che sono finiti. E insieme a questi, adesso, naufraga anche il progetto, contrastato sin da subito in primis dai comuni limitrofi di Trepuzzi e Surbo, che hanno definito il sito individuato impattante per il territorio e gli abitanti, tentando anche di candidarne uno alternativo (ad Arnesano) respinto poi da Ager per una presunta “carenza istruttoria”.

Oltre ai sindaci dei comuni interessati, Giuseppe Taurino e l’ormai ex Ronny Trio, ad opporsi a quel progetto anche tantissimi cittadini che hanno partecipato numerosi ad un sit-in organizzato dal Movimento Regione Salento. Una battaglia, questa, finita persino nelle aule di tribunale, con un ricorso al Tar presentato dall’ARO LE/1.

E adesso? Adesso a tirare un sospiro di sollievo sono tutti i protagonisti di quella battaglia.

È ormai chiaro – sentenzia il sindaco di Trepuzzi – che non vi protranno mai essere le condizioni per finanziare un impianto in località Masseria Ghetta, e questo era visibile agli occhi di tutti”. Poi la frecciatina: “Solo chi, in maniera strumentale voleva far sembrare i sindaci di Trepuzzi e Surbo affetti dalla sindrome di Nimby (tradotto “non nel mio giardino”), sosteneva il contrario. Auspico il ritorno ad un confronto istituzionale leale e corretto per individuare le soluzioni più opportune e meno impattanti” conclude, sollecitando Ager, Regione, Comune e Provincia a convocare un tavolo al più presto per intraprendere una strada, questa volta, condivisa.

Voglio sperare che il no del Ministero al finanziamento rappresenti la pietra tombale su un progetto dissennato che combatto fin dal principio – rimarca il consigliere regionale Paolo Pagliaro – dopo essermi opposto, stato accusato di campanilismo e populismo, ma il pollice verso del Ministero smentisce ogni illazione, nei miei confronti e verso i sindaci di Trepuzzi, Surbo e dell’Unione del Nord Salento.
È da settembre del 2021 che ho acceso un faro di attenzione su questa localizzazione scriteriata, con due interrogazioni e una richiesta di audizione in Commissione Ambiente. Ribadiamo il nostro no a quella localizzazione del mega impianto a pochi passi da un tesoro come l’Abbazia di Cerrate e dalla cerchia di masserie della zona, oltre che dagli abitati dei comuni confinanti. Troppo alto il prezzo che si chiede di pagare al nostro territorio per un progetto che può essere realizzato altrove, in una zona industriale già sfruttata dove non possa nuocere al paesaggio. Istituzioni ed enti chiamati in causa -conclude – si diano adesso da fare per rimettere questa procedura sui binari della trasparenza e del buon senso”.

 

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