“Sale operatorie al collasso all’ospedale Vito Fazzi”

LECCE – Scatta l’allarme rosso all’ospedale Vito Fazzi di Lecce. Le sale operatorie sono quasi al collasso per la grave carenza di

personale sanitario. A mettere in serio pericolo la normale attività quotidiana del più importante presidio ospedaliero salentino è l’assoluta insufficienza di operatori e operatrici socio sanitarie che svolgono un’importante funzione di supporto a medici e infermieri. Uno scenario inquietante sul quale hanno voluto accendere un faro la Fp Cisl e il Cobas di Lecce: “La situazione è a livelli di insostenibilità per quanto riguarda la mancanza di personale Oss sia nel reparto di Cardiochirurgia che nelle Sale Operatorie”.

La scarsa presenza di personale nasce da lontano, da quando nell’aprile del 2021, gli oss vennero “defenestrati e non del tutto surrogati per effetto di una costrizione del fabbisogno del Piano Triennale del Fabbisogno del Personale e da limitazioni economiche”. In soccorso – almeno per il Dea – arrivò il personale di Sanitàservice, che terminò a sua volta l’incarico.

Adesso la situazione è sotto gli occhi di tutti. “Sono del tutto sguarnite – denuncia la Fp Cisl – le sale operatorie che si trovano in una condizione quasi di collasso relativamente a ciò che attiene alla pulizia e sanificazione con conseguente blocco delle attività di interventistica delle diverse branche chirurgiche per assenza di personale di supporto e pulizia dedicato”.

Ma non finisce qui. Altra nota dolente sarebbe la grave assenza di personale nel reparto di Cardiochirugia nel quale, a fronte di 22 posti letto in degenze e 6 posti letto di terapia intensiva, aventi sedi separate come logistica – denuncia il sindacato – opererebbero soli 4 Oss che devono dividersi nello stesso turno e singolarmente su due diverse ubicazioni, ovvero tra Cardiochirurgia e Terapia Intensiva. E la situazione diventa ancora più ingestibile nei turni notturni”.

Dipendenti e utenti inoltre lamentano “presunti disservizi venutisi a creare al Fazzi per una serie di guasti agli ascensori dedicati al pubblico ed, in particolar modo, agli ascensori dedicati al trasferimento dei pazienti non autonomi montalettighe”.

Insomma, caos e disagi sono evidenti. C’è bisogno subito di trovare un rimedio anche – sottolineano dalla Fp Cisl – tramite il reclutamento di personale o, in alternativa, attraverso una rimodulazione anche temporanea della organizzazione aziendale”.

A lanciare l’Sos sono anche i Cobas Lecce che da tempo seguono da vicini la vicenda degli operatori socio sanitari. “Abbiamo

sempre detto che si doveva attingere dalla graduatoria del concorso unico regionale di Foggia nel quale sono risultati idonei ben 14mial candidati. Siamo fermi a quota 3480 e la graduatoria ha perso ora validità perché sono trascorsi più di due anni”. E a nulla è valso finora nemmeno l’appello lanciato dal presidente della Repubblica. “Abbiamo lanciato un allarme per tutte le posizioni sanitarie – precisa Giuseppe Mancarella – Purtroppo avremo problemi legati alla carenza di personale soprattutto negli ospedali di periferia visto che la gran parte verrà assorbita dal Dea e dal nuovo Policlinico di Lecce”.

 

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*