Cesine e Acquatina, arrivano i sensori a tutela della biodiversità

LECCE – Una rete di sensori posizionati in aree rurali e costiere, per monitorare parametri ambientali e climatici. Con questa tecnologia si punterà, nel 2023, a tutelare la biodiversità in Puglia e nel Salento.

È quanto prevede “BEST”, uno dei progetti strategici del Programma Interreg Grecia-Italia, con focus sui luoghi di alto valore naturalistico.A realizzare il progetto, attraverso la cooperazione transfrontaliera tra Grecia e Italia, il Dipartimento Ambiente della Regione Puglia, la Regione delle Isole Ionie (capofila), la Regione dell’Epiro e quella della Grecia Occidentale.

In provincia di Lecce la rete di monitoraggio, la cui installazione è prevista nei primi mesi del 2023, interesserà la riserva naturale delle Cesine di Vernole e l’Oasi naturalistica Bacino Costiero Acquatina di Frigole.

L’altra azione pilota interesserà invece il Mar Piccolo di Taranto e l’area tra Polignano a Mare, Monopoli, Fasano e Ostuni.

I dettagli sono stati illustrati in mattinata nel Museo Castromediano a Lecce.

Tramite i sensori e le telecamere gestite da remoto, sarà possibile ottenere una banca dati per valutare l’evoluzione della biodiversità ed intervenire qualora dovessero essere rilevate criticità o minacce.

Gli strumenti si caratterizzano per un basso impatto ambientale e saranno installati in aree specifiche.

In questo senso, il progetto può essere inteso anche come supporto al contrasto della Xylella fastidiosa. Il piano di azione comprende infatti anche i disciplinari di produzione delle specie agricole, redatti di concerto con i referenti dei Parchi Naturali e con i contadini custodi delle sementi. Dopo la devastazione, di fatto, bisognerà pur ripartire.

 

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