Scioglimento Comune di Ostuni – importanti novità dal Tar Lazio?

OSTUNI – Potrebbero giungere novità clamorose dal Tribunale amministrativo regionale del Lazio in riferimento al decreto con cui il Presidente della Repubblica, il 27 dicembre dello scorso anno, mise fine con lo scioglimento all’esperienza amministrativa della giunta Cavallo alla guida del Comune di Ostuni.

Nell’udienza di merito, svoltasi stamattina, l’avv. Pietro Quinto per conto dell’ex sindaco Guglielmo Cavallo e di alcuni ex assessori e l’avv. Costantino Ventura per conto di altri ex consiglieri, hanno sottolineato le motivazioni che rendono inconcepibile ed inaccettabile il provvedimento di scioglimento intervenuto, come è noto, con la motivazione di “accertata infiltrazione della criminalità organizzata”.

La linea difensiva non è stata quella di contestare eventuali irregolarità di tipo amministrativo, addebitabili in buona parte agli apparati della pubblica amministrazione, bensì di sostenere la totale insussistenza dell’ipotesi di collegamenti con la criminalità organizzata e quindi con un suo condizionamento della vita politico-amministrativa ostunese.

Va detto, peraltro, che la stessa Corte Costituzionale prevede che per lo scioglimento di un ente locale che rappresenta una intera comunità ci debbano essere “indizi univoci precisi e concordanti” e le inchieste riguardanti quanto accaduto ad Ostuni – comprese quelle legate ad autorizzazioni per parcheggi e per l’utilizzo di beni confiscati – non dimostrerebbero nulla in questa direzione. Non sono provate, infatti, interferenze di amministratori nei confronti della struttura comunale, men che meno presenze anche indirette della criminalità nelle vicende amministrative.

I difensori, inoltre, hanno sottolineato che molte vicende contestate partono da periodi antecedenti l’esperienza amministrativa del sindaco Cavallo durata, come è noto, appena due anni.

Tutto questo, pertanto, induce i legali a nutrire un cauto ottimismo sull’esito del ricorso che sarà noto entro una trentina di giorni.

Mimmo Consales

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*