Lecce, la pagella di fine trimestre è buona. Dalla panchina le carte del successo

Una formazione del Lecce (foto P.Pinto)

LECCE – Fuori i secondi. Anzi, dentro. Secondi per scelta, non per importanza. Il tecnico Marco Baroni predica da inizio stagione che una partita si gioca in sedici. Conta chi va in campo, ma altrettanto valore lo dà a chi dovrà subentrare. A volte in situazioni più agevoli, in altre meno.

E non sempre chi entra a partita in corso riesce a incidere come vorrebbe, secondo i piani. Le partite presentano sempre delle variabili, che sfuggono a qualsiasi piano, alle quali gli allenatori devono fare fronte.

I risultati non sono stati sempre soddisfacenti anche perché il tecnico del Lecce Baroni ha dovuto contare su calciatori in ritardo di condizione, arrivati da altri campionati e con la necessità di far vivere loro un periodo di ambientamento prima di poter dimostrare il proprio valore e far affiorare illavoro di semina del tecnico e del suo staff.

Ora che le gambe girano, invece, i risultati sono migliori.

Alla squadra leccese prima mancava il contributo di Umtiti e quello di Di Francesco. Entrambi provengono da pianeti calcistici diversi, ma il bagaglio di esperienza è pesantissimo. Oggi che la condizione fisica è migliorata e l’intesa con i compagni pure, la squadra ne trae beneficio.

Per il campione del mondo francese è stato fatto un gran lavoro. Ma essersi allenato in un ambiente non costantemente sottopressione è stato un bene. Era quello che cercava.

Anche a Lecce, però, non deve deludere le attese e fare fronte alle ambizioni coltivate da una tifoseria passionale che lo ha subito circondato di grande affetto. 

Il difensore francese lunedì scorso ha festeggiato il suo ventinovesimo compleanno.

Un campione vestito prima di tutto di grande umiltà. Dopo diversi anni con la maglia del Barcellona si è calato nella nuova realtà come un ragazzino alle prime armi. Un esempio. Indubbiamente.

Il Lecce degli ultimi tempi ha potuto contare sulla sua esperienza. Una scommessa vinta da chi l’ha scelto e l’ha portato a Lecce. Appena pronto Baroni l’ha buttato dentro. Umtiti era titolare a Roma e poi con la Fiorentina; in panchina con Juventus e Udinese. Poi dentro per una manciata di minuti contro l’Atalanta e infine di nuovo titolare contro la Sampdoria. Se sta bene, Umtiti sarà il perno attorno al quale ruoterà la difesa, e non solo.

Dalla difesa al centrocampo. La marcia in più, ultimamente, è rappresentata da Blin, utilissimo al fianco di Hjulmand. Con il francese, Hjulmand e Gonzalez Baroni aveva trovato la quadra.Un blocco che sicuramente riproporrà alla ripresa.

In attacco è salito alla ribalta Federico Di Francesco, oltre a Colombo che merita un capitolo a parte. L’ex Empoli era arrivato con una scarsa preparazione. Ha trovato gradualmente la condizione e l’intesa con i compagni di squadra è cresciuta. Con l’Atalanta è arrivato pure il primo gl in giallorosso. A Genova contro la Sampdoria un’altra prestazione che cambia decisamente la sua pagella di fine trimestre.

Peccato per la sosta. Giunta nel momento in cui la formazione leccese era cresciuta in tutte le sue componenti. Ma la strada è tracciata e il mercato di gennaio, come da diversi anni, avrà solo un obbiettivo: arricchire e migliorare la rosa giallorossa.

 

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