A 20 anni dalla sua inaugurazione il Teatro Verdi di Brindisi chiude in primavera per lavori di ristrutturazione

BRINDISI – Il Nuovo Teatro Verdi di Brindisi sta vivendo la sua ultima stagione teatrale prima di un meritato periodo di riposo durante il quale saranno eseguiti importanti e non più rinviabili interventi di manutenzione straordinaria. La struttura in ferro su cui si regge uno dei più prestigiosi esempi di grande manufatto sospeso, infatti, presenta gravi problemi determinati dalla ruggine e quindi bisogna agire a fondo per ripristinare le massime condizioni di sicurezza. Ovviamente i lavori non riguarderanno solo questo aspetto, ma interesseranno l’intera struttura teatrale con l’obiettivo di migliorarne il comfort ed anche l’acustica e quindi di collocarlo fra i teatri più prestigiosi e accoglienti del sud.

Il “tagliando”, se così possiamo definirlo, arriva a venti anni dalla prima inaugurazione. Già, perché a Brindisi siamo stati capaci di inaugurare il teatro per ben due volte. Il 12 novembre 2002 lo fece l’allora sindaco Giovanni Antonino con il presidente della Regione Puglia Raffaele Fitto e con la presenza  del maestro Salvatore Accardo e di Michele Placido.

Una seconda inaugurazione, invece, avvenne il 20 dicembre del 2006 con l’allora sindaco Domenico Mennitti con un concerto diretto dal maestro Riccardo Muti: va rilevato che sul sito internet del Teatro Verdi si dà notizia solo di questo secondo evento, mentre si ignora quanto avvenuto in precedenza.

Un teatro che si è abbracciato alla storia della città di Brindisi, se è vero che la prima pietra fu posta nel 1966 per realizzare quanto progettato dall’architetto romano Enrico Nespega.

Le polemiche nei decenni non sono mancate, tanto più perché si consideravano questo stile moderno e la struttura in ferro come decontestualizzate rispetto al vicino rione antico di San Pietro degli Schiavoni. E invece adesso non ne parla più nessuno e il teatro sospeso pare essersi adagiato perfettamente sulle rovine romane che custodisce al suo interno.

Mimmo Consales

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*