Dea, lavoratori in esubero. Riso: ”la Asl ha sbagliato i calcoli”

LECCE- Lunedì il sit in davanti alla Prefettura di Lecce, giovedì l’occupazione del Dea, venerdì il sit-in all’ingresso dell’ospedale Vito Fazzi. La protesta dei 28 addetti destinati ai servizi di pulizia e sanificazione del Dipartimento di emergenza e assistenza prosegue senza sosta. Il 15 novembre, infatti, scadranno i loro contratti di lavoro.
Da Regione Puglia e Asl Lecce nessun segnale confortante, almeno finora. L’unica risposta, se così si può dire, è stata quella di sostituire lavoratori assunti ad hoc con altri chiamati a svolgere compiti ulteriori rispetto a quelli assegnati. Risultato? Maggiore usura, minor rendimento e maggior costo retributivo. Ma il nodo principale è quello legato alle risorse umane. Quanto personale occorre?
Il caso Dea fa ancora discutere. E sindacati sono pronti ad andare in procura per denunciare una situazione preoccupante e che rischia di essere paradossale.
Il tempo a disposizione è poco: il 15 novembre, infatti, scadranno i contratti di lavoro subordinato di 28 operatori sanitari alle dipendenze di Sanità service. Il timore è quello di non riuscire più ad assicurare i servizi di pulizia e sanificazione mettendo in pericolo la salute dei pazienti.
Il nodo è legato al blocco delle assunzioni. Nessun segnale è giunto fino a questo momento dalla Regione Puglia.

 

 

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