Baroni pensa a un Lecce diverso per Roma

Alexis Blin, centrocampista del Lecce (foto P.Pinto)

LECCE – Ormai la partita con la Cremonese è stata archiviata, ma Baroni e il suo staff torneranno sulla partita pareggiata al Via del Mare, la terza di fila in casa. Tuttavia ha lasciato molti spunti sui quali riflettere.

Una gara che il Lecce poteva anche perdere perché la squadra di Alvini è andata più vicina al bersaglio della squadra di Baroni. La differenza sta tutta nella qualità della manovra, nella rifinitura. Nei dettagli. Sui quali i giallorossi devono migliorare. L’unico tiro in porta del Lecce è stato quello di Strefezza, su calcio di rigore. Contro i quattro della formazione ospite.

Pochi per una squadra che vuole vincere la partita. E che, tutto sommato, ha fatto registrare a fine gara un possesso palla del 55 per cento contro il 45 per cento dei grigiorossi.

L’atteggiamento della Cremonese ha sicuramente sorpreso il Lecce: un avversario che ha ringhiato su ogni pallone, che ha chiuso le linee di passaggio alla squadra di Baroni e le vie di sbocco della manovra offensiva. Innescare Strefezza e Banda, quando ciò riusciva, è risultato vano perché sulla sua strada il Lecce ha trovato un avversario abbastanza reattivo.

Un altro dato che non fa che aumentare la riflessione sull’andamento del match è quello dei passaggi totali: 297 del Lecce contro 221 della Cremonese: 74 per cento contro 69

La Cremonese, però, alla fine si è dimostrata più concreta negli ultimi venti metri dove il Lecce è stato evanescente.

Rispetto all’ultima partita di Salerno la squadra leccese ha fatto un passo indietro. In tutti i reparti.

Se l’attacco è stato innocuo, la colpa è anche di un centrocampo che non ha saputo fornire il giusto supporto.

E la difesa ha perso qualche certezza, anche per la pressione della linea avanzata avversaria. Non sempre, però, i calciatori giallorossi hanno dimostrato la necessaria serenità nelle giocate.

Aspetti sui quali migliorare, che dipendono pure dalla carta d’identità della squadra allenata da Baroni. Una compagine giovane non tutta abituata a giocare a certi livelli.

L’allenatore giallorossi confida nell’apporto di Pongracic, dello stesso Umtiti, di Askildsen che insieme al portiere Falcone ha respirato già il clima della Serie A. E poi pure di Blin che comunque ha già disputato tante partite nella Serie A francese. Forse è il momento di dare maggiore spazio a Blin in attesa di vedere all’opera il miglior Bistrovic. Per non parlare di Di Francesco arrivato per dare un contributo notevole di esperienza e qualità all’attacco giallorosso.

 

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