Tac, il lavoro c’è ma le aziende rischiano di chiudere

SALENTO – Il lavoro c’è. E tanto. Ma le aziende rischiano di chiudere. Un paradosso bello e buono che colpisce l’intero comparto del Tac, il tessile abbigliamento e calzaturiero della provincia di Lecce alle prese con una crisi senza precedenti per colpa del caro-energia. Le bollette choc si abbattono come una mannaia. “Sono triplicate – afferma Fabiana Signore, segretaria della Uiltec di Lecce di ritorno da un’azienda in gravi difficoltà – Ci attendono tempi bui e sfide molto difficili da affrontare perché il caro-energia rischia di compromettere il lavoro di decine e decine di aziende del settore solo nel nostro territorio, soprattutto le realtà più piccole non riusciranno a sopravvivere se non arriveranno interventi immediati della politica che possano aiutare concretamente le aziende a pagare queste bollette assurde”.

Uno scenario quasi surreale. “Il settore è molto florido – sostiene Fabiana Signore – Le aziende della provincia di Lecce sono in piena attività perché possono contare su numerosissime commesse ma devono sopportare costi altissimi”. Le conseguenze sono presto dette: il licenziamento dei lavoratori e la chiusura dell’attività produttiva. Già da ora si avverte qualche scricchiolio: in alcune ditte gli stipendi iniziano ad arrivare in ritardo.

La bolletta in arrivo nei prossimi mesi preoccupa non poco gli imprenditori: “Anche le aziende virtuose stanno facendo fatica a sostenere i costi elevatissimi – afferma la segretaria della Uiltec – ma quando verrà recapitata la prossima bolletta della luce rischiano di essere messe in ginocchio: non chiuderanno oggi ma non possiamo però garantire che riescano ad arrivare a fine anno”. Una situazione drammatica per i tanti addetti ai lavori e per l’indotto di un comparto trainante per il sistema produttivo del territorio salentino.

Per giunta diventa difficile in alcuni casi provare a risparmiare per tentare di ridurre i costi di produzione. Alcuni macchinari – anche quando non vengono utilizzati durante la pausa di lavoro – non possono essere spenti. E’ il caso della pressa che per riscaldarsi ha bisogno di molto tempo.

Il sindacato bussa la porta al Governo. Deve aiutarci. Servono interventi tampone e interventi strutturali, sostiene Fabiana Signore che coglie tuttavia l’occasione per rimarcare la poca lungimiranza delle aziende del territorio. “Solo alcune aziende hanno puntato in tempi non sospetti sui pannelli fotovoltaici..”. Una soluzione che avrebbe potuto quantomeno rallentare gli effetti devastanti del caro-energia. Ma tant’è. Ora non c’è più tempo da perdere.

L’argomento sarà al centro dei lavori del Terzo Congresso nazionale della Uiltec sul tema “Sosteniamo il Lavoro, lavoriamo al Futuro”, in programma a Bari dal 5 al 7 ottobre e al quale prenderà parte anche un’ampia delegazione del sindacato leccese.

 

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