L’allarme di Federalberghi: “Il 60% delle strutture ricettive rischia la chiusura”

PUGLIA – Non sarà certo un fulmine a ciel sereno ma la notizia della chiusura della catena alberghiera caroli hotels rischia di avere effetti deflagranti sul mercato. Il caro-energia aleggia come una scure pronta a colpire soprattutto le grandi strutture ricettive.

Nel corso dei prossimi giorni potrebbe accadere a qualche altro albergatore”, conferma Massimo Salomone, presidente sezione Turismo di Confindustria Puglia – Siamo in prima linea su tutti i tavoli, nazionali e locali per difendere la sopravvivenza delle nostre imprese. Stanno arrivando bollette quasi quintuplicare rispetto allo stesso periodo dell’anno. E anche se per ottobre abbiamo il 90% degli alberghi occupati, i ricavi sono equivalenti a zero perché abbiamo le tariffe della bassa stagione e perché dobbiamo far necessariamente riferimento pure a prenotazioni fatte prima che scoppiasse il caro-energia”.

Il problema maggiore – aggiunge Graziana Giannetta, vicepresidente di Federalberghi lecce – lo avranno le strutture ricettive aperte tutto l’anno, e non le stagionali. nel Salento rischiano di chiudere i battenti il 60 per cento di strutture ricettive. Siamo in grandissima emergenza. i nostri associati ci chiedono aiuto. Noi attendiamo risposte immediate e concrete dal nuovo governo”.

Ma non c’è più tempo da perdere. “Nel giro di un mese e un mese e mezzo si preannuncia un disastro per le nostre aziende. Il Sistema Italia non regge più”, sentenzia Leonardo Giangrande, presidente provinciale di Confcommercio Taranto, che avanza due proposte: una grande manifestazione trasversale di tutti gli addetti alle attività produttive per dare forza al nuovo governo e battere cassa all’Europa e l’utilizzo di fondi di garanzia per immettere nuova liquidità nelle aziende costrette a fare i conti pure con le società di trading di energia che vendono sul libero mercato ad altre società chiedendo fidejussioni o tre mensilità in anticipo.

Ma non tutti sono concordi. “Il caso Caroli Hotels? Bisogna vedere cosa sia accaduto realmente”, mormora Enzo Di Roma, presidente di Assohotel Brindisi che guarda al consumatore finale: “Quest’anno i margini di ricavi degli imprenditori dovranno necessariamente essere inferiori rispetto al passato”. Il numero uno del Consorzio che riunisce gli albergatori brindisini paventa possibili speculazioni a danno degli utenti: “E’ vero, c’è stato un aumento nel food&beverage del 13%, del 30% sull’energia, del 15 sui trasporti ma non bisogna fare un’addizione di queste percentuali facendole ricadere sui clienti. Altrimenti il problema sarà inverso: non avremo più clienti per riempire le strutture” .

Appelli, proposte, timori. Intanto il tempo scorre. E la paura tra gli albergatori si fa sempre più forte.

 

 

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