Il Movimento 5 Stelle inverte la rotta sul porto di Brindisi, ma è già polemica con gli operatori

BRINDISI – Non si ferma l’onda d’urto determinata dai risultati delle elezioni politiche di domenica scorsa. Il Movimento 5 Stelle ieri ha diffuso un documento – peraltro senza firma – in cui sposa le tesi del sindaco Riccardo Rossi in relazione all’utilizzo della colmata di Capo Bianco. Sostengono, infatti, che la stessa possa essere utilizzata per trasferire nel porto esterno la base della Marina Militare liberando, in tal modo, parte del seno di Ponente.

Una ipotesi nettamente contraria rispetto ai programmi dell’Autorità Portuale che nella colmata che si intende realizzare a Capo bianco vuole creare banchine e piazzali da mettere a disposizione di nuove attività imprenditoriali legate all’economia portuale. Certo, l’idea di poter disporre del porto interno liberato dal naviglio militare è suggestiva, ma basterebbe un po’ di memoria storica per ricordare che questa ipotesi era stata già verificata negli anni scorsi e con precedenti amministrazioni. Alle difficoltà di un trasferimento della base militare si aggiunge oggi una nuova visione dei traffici portuali, determinata dalla disponibilità di ingenti risorse che rendono ancora più appetibile il porto di Brindisi grazie ad un auspicabile veloce potenziamento infrastrutturale.

Capo Bianco, insomma, qualche anno addietro era un’area sequestrata e per giunta neanche strategica per generare nuovi ritorni per il porto, ma oggi non è più così. Ed a pensarla nello stesso modo sono gli operatori portuali con i quali già da domani approfondiremo l’argomento. Ma sono proprio loro ad evidenziare da subito che l’unica concreta speranza di crescita dei traffici portuali brindisini passa proprio attraverso la disponibilità di nuove aree portuali e retro portuali. Una sorta di sito logistico per la cui realizzazione sono già disponibili 30 milioni di euro.

E’ evidente che proprio questo diventerà un argomento caldo della prossima campagna elettorale e si confronteranno tesi contrapposte sulle quali i cittadini saranno chiamati ad esprimersi.

Mimmo Consales

 

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