Lecce: Falcone, Baschirotto, Hjulmand e Ceesay per una dorsale forte

W. Falcone, portiere Lecce (foto P.Pinto)

Il Lecce prosegue la preparazione con degli allenamenti mattutini all’Acaya; assenti i nazionali Helgason e Colombo, Banda continua a lavorare in differenziato ma dovrebbe farcela per la gara con la Cremonese del 2 ottobre, mentre potrebbe non esserci Di Francesco che potrebbe avere bisogno di un paio di settimane per recuperare dal problema muscolare alla coscia sinistra.

Contro i grigiorossi sarà una partita importantissima, fondamentalmente per la classifica ma anche per il morale che potrebbe diventare la base per continuare sui giusti binari sui quali la squadra giallorossa ha iniziato questo torneo.

Si parla ovunque del Lecce di Baroni indipendentemente dai punti in classifica, che comunque pongono la squadra in linea con i propri obiettivi, perché dimostra solidità che è frutto però della costruzione della squadra ed il perché è presto detto.

La regola numero uno per la costruzione di una squadra è quella di formare una dorsale forte, di sostanza, che sappia reggere l’impianto di gioco, che comprende portiere, difensore centrale, regista di centrocampo e attaccante.

Ed ecco Pantaleo Corvino che con righello, squadretta e goniometro ha disegnato, grazie a delle idee che si stanno rilevando illuminanti, una linea retta ben marcata. Le fortune del Lecce iniziano dunque dalla porta, dove c’è Falcone che, al momento, nelle classifiche della serie A è al quarto posto come interventi totali decisivi che sono 24; e poi il difensore centrale e troviamo Baschirotto top numero 1 della classifica della Lega A come recuperi difensivi che sono 28; passiamo al centrocampista centrale, ed ecco Hjulmand, una certezza, 12° come assist e 9° come chilometri percorsi, e infine l’attaccante, Ceesay e su di lui in questi giorni è stato scritto e detto tutto dopo il meraviglioso gol siglato alla Salernitana che ha fatto il paio con quello messo nel sacco dell’Inter.

Ecco dunque, la regola numero uno per la costruzione di una squadra è stata rispettata, così come il direttore di Vernole è stato fedele al suo motto: “Puoi sbagliare la moglie ma non il portiere e l’attaccante”.

A Baroni, quindi, tecnico intelligente e propositivo, continuare a regolare i giri del motore di questa macchina che può veramente correre e tagliare l’ambito traguardo della salvezza.

M.C.

 

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