Hydruntiade, i Cariddi in silenzio davanti al GIP. Il sindaco si dimette

LECCE – I primi ad essere interrogati sono stati i fratelli Luciano e Pierpaolo Cariddi ed entrambi hanno scelto di restare in silenzio davanti al GIP. Il sindaco, già sospeso per effetto della sentenza di condanna in primo grado nel processo Twiga, ha contestualmente rassegnato le dimissioni che, per il tramite del suo avvocato Gianluca D’Oria, saranno protocollate oggi stesso.

Si apre così la lunga giornata di interrogatori degli indagati nell’inchiesta sui presunti scambi di favori tra politica e imprenditoria a Otranto. Inchiesta nata dall’operazione di Carabinieri e Guardia di Finanza, denominata “Hydruntiade”.

I Cariddi sono stati ascoltati dalla GIP Cinzia Vergine in carcere, lì dove sono attualmente ristretti,  a partire dalle 9.30 di questa mattina.

Per gli altri otto indagati per cui sono scattati i domiciliari, interrogatori in tribunale a partire dalle undici. Tutti, in questa prima fase, hanno scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere. Uniche eccezioni: l’imprenditore Roberto De Santis, difeso dall’avvocato Giuseppe Fornari, e l’imprenditore Luigi Bleve, ccon al fianco gli avvocati Luigi e Roberto Rella.

La via del silenzio – hanno spiegato i legali Gianluca D’Oria (difensore di Pierpaolo Cariddi) e Viola Messa (difensore di Luciano Cariddi) – è legata alla corposa mole di documentazione a corredo delle indagini. Un’ordinanza di quasi mille pagine che – hanno precisato i legali – deve essere analizzata punto per punto e doverosamente approfondita“. Entrambi hanno poi riferito che i rispettivi assistiti sono tranquilli, dacché “certi di poter dimostrare la propria assoluta estraneità ai fatti contestati” . In questi giorni la difesa stabilirà le prossime mosse, non si esclude il ricorso al Riesame.

ERICA FIORE

 

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