Altro che dismissione! A Cerano quest’anno si bruceranno 5 milioni di tonnellate di carbone…

BRINDISI – Chi sperava di festeggiare nel 2025 la chiusura della centrale termoelettrica più grande d’Italia non ha fatto i conti con gli effetti della guerra in Ucraina che hanno modificato le necessità energetiche del nostro paese.

A Cerano, infatti, i programmi di riconversione ad energia pulita e di riutilizzo di parte delle aree della centrale per allestire una base logistico-portuale dovranno essere rinviati a data da destinarsi.

Al momento, infatti, i tre gruppi funzionanti dello stesso impianto sono in grado di sfiorare la produzione di 1.900 megawatt. Il tutto, ovviamente, richiede l’utilizzo del carbone che negli anni passati non aveva raggiunto le 800.000 tonnellate, mentre nel 2022 supererà certamente i cinque milioni di tonnellate.

Come dire, insomma, che la centrale sta marciando pressoché al massimo delle sue potenzialità e questo – è evidente – allontana sempre di più il “fine-corsa” di questo impianto, anche alla luce di una situazione internazionale sempre più instabile ed ai tempi decisamente più lunghi del previsto per avviare i nuovi rigassificatori e per far lievitare la produzione energetica di fotovoltaico e di eolico, anche attraverso il via libera alla realizzazione di parchi eolici offshore.

L’aspetto che desta più di qualche perplessità, però, è ravvisabile nel silenzio delle istituzioni locali le quali avrebbero quantomeno il compito di informare compiutamente la popolazione e di attivare una vigilanza dal punto di vista ambientale per verificare se il ritorno a livelli altissimi di produzione energetica a carbone può determinare conseguenze di qualsiasi natura.

E’ evidente, inoltre, che un impianto tornato ad essere strategico per il paese richiede anche un accresciuto volume di manutenzioni. E questo probabilmente potrebbe rappresentare uno dei pochi aspetti positivi di questa emergenza, in quanto si allungherebbero i tempi di uscita dal ciclo produttivo di centinaia di lavoratori dell’indotto e si darebbe una boccata di ossigeno alle imprese locali. Anche in questo caso, però, sarebbe auspicabile maggiore chiarezza, illustrando alla luce del sole cosa è stato previsto da parte dell’Enel per i prossimi mesi.

Mimmo Consales

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*