Cibo servito al Fazzi, “in 4 giorni ho perso 3 chili”: aperto il caso, testimonianze fiume

LECCE- Continua la valanga di commenti e testimonianze via social sulla “questione” del cibo servito ai degenti del Vito Fazzi. Sono tante le critiche di pazienti che hanno avuto personalmente a che fare con il servizio , e continuano ad essere tutte sulla stessa linea: cibo di pessima qualità, bocciato senza alcun dubbio.

Anzi, dopo questi giorni di botta e risposta tra il consigliere regionale Paolo Pagliaro e i vertici dell’Asl a seguito dell’ispezione effettuata dal capogruppo la Puglia Domani lo scorso primo agosto e che è servita a tirar fuori la polvere da sotto il tappeto (la stessa polvere accumulata per anni insieme ai mal di pancia di chi si è trovato a tu per tu con il disservizio,) l’invito al consigliere Pagliaro è quello di proseguire anche con questa battaglia. Sono proprio i commenti dei diretti interessati a confermare la situazione :

“Sono testimone -si legge in un post – per essere stato ricoverato in Emodinamica..reparto superlativo per pulizia e assistenza..ma.. in quattro giorni ho perso circa tre chili…rifiutavo e riconsegnavo il cosiddetto rancio…contro la dignità dei degenti..”

Ed infatti, spesso i vassoi rimangono pieni, in molti preferiscono non consumare e rispedire al mittente. “Io farei andare a mangiare i dirigenti ASL, qui non è questione di colore politico”, commenta un altro utente.

“Purtroppo è una nota dolente…io sono stata nel lontano 2015 al Vito Fazzi e già allora il cibo -si legge in un altro post – era immangiabile….all’epoca si portava da casa ….”.

“Mio figlio nel 2019 è stato ricoverato per un incidente stradale e già al epoca il cibo era immangiabile”. Come c’è chi scrive che l’ispezione è stata un utile servizio veritiero e aggiunge “ Il direttore straordinario ogni tanto dovrebbe alzarsi dalla poltrona ed andare a verificare quello che succede nell’ospedale “

E ancora: “Sono stato ricoverato in neurochirurgia per quanto riguarda la squadra dei chirurghi non c’è niente da dire” ….non lo stesso pensiero per la mensa.

C’è chi parla della propria esperienza al Nord e racconta: “Ogni giorno passavano per il menù e si mangiava come in un ristorante, mi dispiace per questa realtà” . E qualcuno che racconta anche di aver, anni fa , dopo un ricovero, raccolto alcune firme per lamentarsi del servizio.

Ma queste sono solo alcune delle testimonianze che raccontano la realtà, quella denunciata al margine dell’ispezione e per la quale si invocano adesso a gran voce chiarezza e soluzioni. Ciò nonostante la direzione dell’Asl ha segnalando al Corecom una presunta violazione della par condicio preferendo l’attacco personale , anziché la verifica di quanto denunciato anche da tanti pazienti.

 

 

 

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