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Lavoro nero, pochi scontrini e troppe auto di lusso in giro: stretta della Finanza nelle marine

LECCE E PROVINCIA – Ventitre lavoratori in nero, cinque datori segnalati, tredici violazioni riscontrate per mancata emissione di scontrini o fatture e poi 1.300 articoli (tra oggettistica e abbigliamento) sequestrati perché contraffatti o privi delle etichette previste per Legge.

È emerso questo in quattro giorni, da venerdì a lunedì scorso, di controlli serrati condotti nelle marine dagli otto reparti del comando provinciale delle fiamme gialle di Lecce, reparti dislocati in tutto il territorio. I finanzieri hanno passato al setaccio, dallo Ionio all’Adriatico, soprattutto le località turistiche più gettonate, tra cui Leuca, Porto Cesareo e Gallipoli.

Le attività maggiormente attenzionate: bar, ristoranti e stabilimenti balneari. Focus dell’attività di controllo: contrasto all’evasione fiscale, al lavoro nero e alle truffe in danno dei consumatori.

Capitolo lavoro. Sono 242 le posizioni di altrettanti presunti dipendenti per le quali saranno svolti gli opportuni approfondimenti. Di certo in 23 sono risultati da subito impiegati in nero. Sei le assunzioni risultate irregolari, anche con orari di lavoro raddoppiati rispetto a quanto previsto da contratto. A finire nei guai, ad ora, cinque datori, segnalati alla Prefettura per richiedere la sospensione delle rispettive attività.

Capitolo contraffazione. I controlli eseguiti su spiagge e lungomare, tra gli ambulanti, hanno portato al sequestro di ben 1.300 articoli, circa la metà con griffe false.

Da ultimo, ma non per importanza, c’è poi un altro fenomeno che ha insospettito i finanzieri: la circolazione, in notevole aumento rispetto agli scorsi anni, delle cosidette auto “di lusso” o di grossa cilindrata, condotte anche in giovanissima età. In questo caso si è procedutto, come sempre, con ordinari controlli in strada che – laddove sussistano gli estremi – possono poi chiamare in causa organi competenti in materia fiscale o penale.

Considerati i numeri, intanto, il fenomeno è già considerato degno di nota, come potenziale “spia” di illeciti pesanti. Anche su questo i controlli andranno avanti fino a fine estate.

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