Partoriente perde il figlio e accusa: Ho rischiato di morire pure io

GALLIPOLI – In grembo per trentotto settimane, poi, all’improvviso, il cuore del bambino ha cessato di battere. E ora la donna chiede giustizia. Al dolore della perdita del nascituro si aggiunge quello legato ad un dubbio, pesante come un macigno. Si poteva salvare?

E’ la triste storia che vede come protagonista – suo malgrado – una coppia di Nardò che non è risucita a coronare il sogno di poter avere un figlio.

L’11 giugno la partoriente viene ricoverata al reparto di Ostetricia dell’ospedale di Gallipoli per anomalie sul tracciato. La donna, incinta da trentotto settimane e tre giorni, viene sottoposta quotidianamente ad un tracciato. “I medici – spiega – mi dicono che con ogni probabilità dovrò essere sottoposta ad un taglio cesareo. Ma tre giorni dopo vengo dimessa”. Con questa motivazione: “Anomalie sul tracciato e liquido amniotico superiore ai limiti”. Unica prescrizione: il controllo quotidiano in ospedale. “Effettuo il tracciato il giorno dopo – precisa – l’esito è regolare solo che, come puntualmente accade, l’esame dura almeno un’ora”.

Nuovi controlli vengono effettuati dopo una settimana, il 22 e l’ennesimo appuntamento per il tracciato viene fissato per il 29 giugno. “Ma domenica 26 inizio ad avere leggere contrazioni – spiega la donna – e la sera mi reco in ospedale. Durante la visita uno dei medici del reparto mi dice: ‘Non ti sei accorta che il bambino non si sta muovendo?’. Il bimbo era morto.

Ma la vicenda non finisce qui. “Provano a convincermi a fare un parto naturale ma io chiedo il cesareo”. L’intervento viene comunque rimandato al giorno dopo: “Deve attendere l’esito del tampone molecolare domattina. Per noi non è un’urgenza”, le rispondono.

Ho trascorso undici ore di travaglio, ho rischiato di morire pure io. Alla fine sono stati costretti a fare il cesareo”.

Drammatica la testimonianza della donna che, provata dal dolore e fiaccata dal fisico, qualche giorno dopo – assieme al marito – ha deciso di fare un esposto in Procura. Nelle prossime ore verrà disposta un’autopsia sul corpicino mai venuto alla luce.

 

 

 

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