Pma: per la Asl di Lecce diventare genitori deve essere oneroso

LECCE – L’unica struttura per la procreazione medicalmente assistita pubblica in provincia di Lecce si trova presso l’ospedale di Nardò e risulta ormai ferma da anni. La Regione piuttosto che puntare a riattivarlo, concede il nullaosta ad una nuova Pma privata situata in un immobile di Muro Leccese di proprietà di Salvatore Ruggieri, in passato anche assessore regionale. E’ bene ricordare che l’attività del centro neretino, è nel tempo letteralmente crollata: Si è passati dai 370 cicli completi agli attuali zero trattamenti.
Su questo nuovo paradosso interviene il consigliere regionale e capogruppo di La Puglia Domani Paolo Pagliaro che da dicembre scorso chiede di fare chiarezza.
Mentre il centro di procreazione medicalmente assistita nell’ex ospedale di Nardò è fermo, e quello nell’ospedale Vito Fazzi di Lecce annunciato per giugno 2021 resta un miraggio, le coppie leccesi e salentine con problemi d’infertilità sono costrette a rivolgersi ai centri a pagamento. È un’ingiustizia – si legge in una nota del consigliere regionale Paolo Pagliaro – che ha denunciato fin da aprile scorso, quando ha presentato un’interrogazione urgente all’assessore alla sanità Rocco Palese, per chiedere conto della scelta della Regione Puglia di autorizzare due strutture private a distanza di soli 40 chilometri, a Muro Leccese e a Nardò.
Vogliamo vederci chiaro – dice il consigliere regionale Pagliaro – per poter dare risposte alle coppie a cui viene negato il diritto alla Pma, a meno che non possano permettersi di pagare di tasca propria, senza sostegno pubblico. Pagliaro si era attivato già a dicembre scorso con due mozioni: la prima per chiedere la riattivazione del centro Pma di Nardò; la seconda per sollecitare lo stanziamento di nuovi fondi per l’Asl Lecce. Martedì e mercoledì prossimi il consigliere Pagliaro presenterà mozioni e interrogazione sulla vicenda Pma e il suo auspicio è quello che vengano finalmente discusse e che la Regione faccia chiarezza.

 

 

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