Si sbriciolano le mura di Acaya, nuovo Sos

ACAYA – Un gioiello abbandonato. Uno dei più belli del Salento. Dimenticato e bistrattato. La cittadella fortificata di Acaya è uno dei capolavori di ingegneria medievale del territorio salentino. Purtroppo, però, le sue Mura del 1500 cedono progressivamente sotto i colpi dell’incuria e del menefreghismo. 

Quel senso di abbandono si tocca con mano e permea non solo le Mura ma anche la torre di avvistamento del Sedicesimo secolo o l’ex Convento trasformato in un garage. 

Nuovo sopralluogo oggi del consigliere regionale Paolo Pagliaro dopo quello realizzato lo scorso 20 febbraio a cui ha fatto seguito la mozione presentata e approvata all’unanimità dal Consiglio regionale pugliese all’inizio di aprile per chiedere l’avvio dell’esproprio delle aree in degrado per evitarne il crollo e la perdita irrecuperabile del bene. E’ il primo passo da effettuare per mettere in sicurezza e consolidamento la cinta muraria. Ma il tempo trascorre inesorabilmente e inutilmente. E la ferita resta aperta.

Acaya merita molto di più. Basterebbe poco per trasformare questa splendida cittadella fortificata in un centro di attrazione per i turisti. Un luogo identitario da custodire gelosamente. Ma occorre muoversi, prima che sia troppo tardi.

Peraltro, il recente bando nazionale sui borghi ha messo sul piatto 20 milioni di euro destinati ad un borgo per ogni regione escludendo così di fatto diverse realtà storiche tra cui proprio la cittadella fortificata di Acaya. “Sarebbe stato meglio – conclude Pagliaro – redistribuire le risorse coinvolgendo più borghi”. 

 

 

 

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