Xylella: serve stretta per sostenere i florovivaisti salentini

Serve una stretta sull’applicazione degli interventi già finanziati relativi alle imprese vivaistiche per dare sostegno ai florovivaisti con 5 milioni di euro, intervenire sugli investimenti e attivare misure compensative in favore dei vivai. È quanto chiede Coldiretti Puglia, in merito alle necessarie misure a beneficio del settore florovivaistico previste dal Piano per la rigenerazione olivicola pubblicato in GU a marzo 2022, in occasione del confronto a ‘Leverano in Fiore’.

“Con il gelsomino trifogliato e i gerani, entrati nella black list comunitaria delle ormai 36 piante ospiti di Xylella fastidiosa, assistiamo a una ulteriore tegola per il settore florovivaistico e per tanti operatori di un segmento dell’agricoltura che produce 300 milioni di euro di valore, ma anche per gli uffici fitosanitari sul territorio un mix esplosivo che mette a rischio la tenuta sui mercati interni e sull’export florovivaistico pugliese che rappresenta un elemento di punta del Made in Italy. Per questo le imprese vanno sostenute con finanziamenti regionali e comunitari”, ha detto Pietro Piccioni, delegato confederale di Lecce.

“Il settore florovivaistico è fra quelli più duramente colpiti dal Covid e dagli effetti economici generati dalla guerra con i costi di produzioni schizzati alle stelle, ma ha dimostrato una grande capacità di resilienza ed è anche fra quelli che si è ripreso più rapidamente – insiste Coldiretti Puglia – con una forte domanda anche dall’estero dove si registra un aumento record del 33% delle esportazioni di piante Made in Italy che impone la tutela di un comparto chiave del Made in Italy agroalimentare”.

“La Xylella è arrivata in Italia portata da piante tropicali giunte dall’America latina e fino a oggi ha infettato oltre 8mila chilometri quadrati con oltre 21 milioni di ulivi colpiti, molti dei quali monumentali, frantoi svenduti a pezzi in Grecia, Marocco e Tunisia e 5mila posti di lavoro persi nella filiera dell’olio extravergine di oliva. Il batterio avanza al ritmo di 2 chilometri al mese e, dopo aver devastato gli ulivi del Salento, minaccia la maggior parte del territorio Ue dove sono stati individuati altri casi di malattia, dalla Francia alla Spagna, dalla Germania al Portogallo”.

 

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