“Il centro storico è condannato a morte”: la protesta del Comitato

LECCE – La vivibilità del centro storico è compromessa. Non usa mezzi termini il Comitato per la tutela del Centro storico che approfitta – se così si può dire – dei Cortili Aperti per denunciare la situazione che si registra nella parte più antica della città. “Il Centro Storico di Lecce – si legge in una nota – non è solo la bellezza dei suoi monumenti e dei palazzi restaurati con amorevole cura dai loro proprietari. È una parte viva della città, fatta ancora di persone che ci abitano e ci lavorano tra tanti sacrifici e disagi”. Nel mirino dei rappresentanti del Comitato finiscono le scelte urbanistiche compiute di recente dall’Amministrazione Salvemini che, a loro dire, “stanno compromettendo seriamente la vivibilità. Farne il regno del food, dei b&b e della malamovida per un turismo “mordi e fuggi” sta condannando a morte il centro Storico: quando se ne andranno via residenti, esercenti e professionisti, la città d’arte sarà senza tessuto sociale”. E per sensibilizzare i cittadini leccesi sull’argomento\ il Comitato ha esposto un manifesto-denuncia, una lettera aperta indirizzata al sindaco Salvemini e agli assessori De Matteis e Miglietta. Nel lungo cahier des dolèances spiccano gli esterni dei pub “trasformati in sagre permanenti”, i “dehors invasivi” che ostacolerebbero il transito dei mezzi di soccorso e di pubblica sicurezza; musica, rumori e schiamazzi fino a notte fonda; “rifiuti e odori nauseabondi in alcuni angoli trasformati in latrine”; le immissioni dei fumi provenienti dalle cucine dei food locali spesso autorizzati – si sottolinea – in deroga agli sbocchi delle canne fumarie per strada”.

Discorso a parte merita la Zona a traffico limitato, l’Amministrazione tira dritto sulla Ztlh24, un provvedimento che secondo il Comitato limiterebbe sempre di più residenti, esercenti e professionisti “nelle più elementari libertà, isolando sempre di più chi vive solo, rendendo impossibile far fronte in tempo reale alle emergenze quotidiane”. Di contro il Comitato invoca maggiori controlli per far rispettare le regole e l’istituzione di una app per la rapida concessione di permessi e autorizzazioni. Fine della fiera. La parola passa ora al Comune. La speranza è che il dialogo fra sordi termini presto.

 

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