Consorzi di bonifica, politica e parti sociali: stop alle cartelle pazze

BARI – L’intenzione di recapitare le cartelle esattoriali per riscuotere il tributo non pagato ai Consorzi di Bonifica, negli ultimi 4 anni, dagli agricoltori, fa infuriare politica e parti sociali.

A cominciare da Cia e Coldiretti che sbarrano la strada tracciata dalla Regione e dagli enti commissariati.

“I Consorzi devono tornare a funzionare ma no al contributo 630″, è la posizione di Cia Puglia riferita al commissario straordinario Alfredo Borzillo. L’associazione, attraverso il presidente regionale Gennaro Sicolo, contesta la procedura di riscossione avviata e chiede, ancora una volta, che i consorzi tornino realmente a funzionare, “perché ad oggi chiedono contributi senza erogare i servizi che ne giustificherebbero il pagamento”. “L’utilità e l’assoluta importanza della funzione svolta dai Consorzi di Bonifica non è – per la Cia – condizione sufficiente a giustificare, senza condizioni, il pagamento del contributo di bonifica”.

Lo stop alle cartelle pazze è la richiesta anche di Coldiretti Puglia. “L’area infetta da Xylella si trova in una condizione di stato di calamità a partire dal 2014 con una conseguente assoluta perdita di prodotto e di reddito per la stragrande maggioranza dei produttori”, afferma Pietro Piccioni, delegato confederale di Coldiretti Lecce. In più, aggiunge, “il vigente piano di classifica, strumento per la determinazione dell’onere consortile”, “allo stato non può, in tali condizioni oggettive, costituire il presupposto per l’attribuzione del contributo in capo ai diversi contribuenti”. A fronte, dunque, conclude Coldiretti, “di agricoltori allo stremo, senza reddito da anni la burocrazia non solo non aiuta a rialzarsi ma impone balzelli di ogni sorta”.

Anche la politica si oppone alla decisione dell’ente. Il presidente della VII commissione consiliare Gianfanco De Blasi, fa notare come “in Consiglio regionale si voti a cadenza regolare la destinazione di milioni di euro ai Consorzi di bonifica commissariati e poi i Consorzi inviano cartelle esattoriali agli agricoltori che non vedono lavori e benefici da anni”. “Le due cose insieme non sono più tollerabili – continua l’esponente della Lega – da un lato si chiede questa ennesima tassazione che gli agricoltori non comprendono, dall’altro la Regione resta in silenzio mentre sono bloccati al Ministero da più di due anni i 300milioni di euro stanziati per il post xylella”.

Dello stesso avviso il presidente del gruppo La Puglia Domani, Paolo Pagliaro, secondo cui “i Consorzi di bonifica commissariati non sono in grado di svolgere la manutenzione ordinaria del territorio, ma pretendono tributi esosi dagli agricoltori.” “Una vera mazzata per il mondo agricolo, già in ginocchio per l’aumento vertiginoso dei costi di produzione, il caro gasolio e le difficoltà di una pandemia dalla quale non si riesce ad uscire. Difficoltà che in Salento si sommano al flagello xylella”. Un tributo “ingiusto” per Pagliaro perché “non si può pretendere il pagamento di un servizio erogato male o addirittura inesistente”. Di qui la richiesta di intervento del governo regionale che, ha proseguito, “deve assumersi la responsabilità di decisioni definitive”.

Per il capogruppo di Fratelli d’Italia Ignazio Zullo e il collega di partito, Antonio Gabellone, “oltre al danno, provocato peraltro dall’inerzia dei governi regionali succedutesi dal 2013 in poi, ora anche la beffa per gli agricoltori”. “Le tasse sono sempre mal sopportate perché – dicono – incidono sul bilancio familiare, ma diventano odiose se a fronte di una richiesta di pagamento non vi è nessun tipo di servizio offerto e soprattutto incidono sulla completa mancanza di produzione”. Per questo la richiesta conclusiva è quella di una deroga al pagamento in tutta la zona classificata infetta.

 

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