Falsi attestati OSS: 5 arresti

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LECCE/BRINDISI – “Attestati sterili” è il nome dato dalle Fiamme Gialle all’operazione che ha smascherato quella che ritengono un’associazione a delinquere che ha rilasciato falsi attestati di formazione professionale da OSS, operatore socio sanitario, con un giro d’affari stimato in quasi un milione e mezzo di euro. Secondo le indagini, l’organizzazione, tramite la fondazione “Forma Italia 1” e con altre società a essa collegate, è responsabile di truffa aggravata, contraffazione, falsità materiale e autoriciclaggio per la realizzazione di corsi fittizi e il rilascio di falsi attestati ai danni di numerosi allievi per acquisire la qualifica di OSS e OSS Specializzato. L’operazione è nata proprio da alcune denunce presentate da aspiranti operatori, nei confronti della fondazione organizzatrice dei corsi con sede, dapprima in Lecce, e successivamente a Roma. I militari della Guardia di Finanza dei Comandi Provinciali di Lecce e Brindisi hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti ai domiciliari, emessa dalla gip Laura Liguori, nei confronti di 5 persone:

Elsa OCCHILUPO, 36enne originaria di Brindisi e residente a Roma, dapprima rappresentante legale e successivamente amministratore di fatto della fondazione “Forma Italia”;

Fabio DI MAGGIO, marito della Occhilupo, 32enne residente in Lecce, rappresentante legale di numerose società;

Claudio RUSCIANO, 47 anni, di Fragagnano (TA), ritenuto un prestanome, attuale rappresentante legale della fondazione e di altre società, presidente e responsabile nei corsi organizzati dalla fondazione;

Michelangelo SIRSI, anche lui di Fragagnano, 53enne, rappresentante legale di numerose società;

Cosimo DIGIACOMO, 55enne residente a Sava (TA), rappresentante legale di varie società. In tutto, gli indagati sono 17, anche delle province di Lecce e Brindisi. I corsi ‘fittizi’ erano tenuti anche on line.

Si contesta il rilascio di attestati ritenuti materialmente falsi, con tanto di loghi, immagini e timbri contraffatti dell’Unione Europea, delle Regioni Puglia, Abruzzo e Campania, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, del Ministero dello Sviluppo Economico. Tutto falso, ai danni degli allievi convinti di poterli utilizzare per lavorare in strutture sanitarie pubbliche e private, soprattutto in tempi di pandemia da Covid, quando questa figura è stata particolarmente richiesta.

Tantissimi i giovani che si sono affidati ai percorsi formativi in questione, pagando fino a 3.000 euro a corso. E invece, la Fondazione sarebbe risultata non iscritta nel Registro Prefettizio delle Persone Giuridiche e, pertanto, non in possesso dei requisiti legali per essere accreditata presso le Regioni, tra cui la Puglia.

I proventi delle attività delittuose sarebbero stati poi riciclati attraverso la creazione, appunto, di numerose società che a loro volta avrebbero realizzato operazioni di compravendita di azioni societarie e immobili e cessione per contanti.

 

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