Pma, a Nardò centro chiuso da due anni: “così calpestano i nostri diritti”

NARDÒ – Quella di Laura, nome di fantasia che usiamo per tutelare la sua privacy , è solo una delle centinaia di voci di donne salentine che da due anni aspettano di poter intraprendere o riprendere un percorso difficile, quello della Procreazione Medicalmente Assistita, nella loro terra, vicino alla propria famiglia. Un diritto, che in Puglia però al momento è negato.

Uno dei due centri pubblici presenti sul territorio regionale, quello di Nardò, è fermo da ormai due anni. Nel 2020 la Regione Puglia ha sospeso il servizio a causa di alcune irregolarità accertate nella struttura ma che in questi anni sono state sanate. Ma nonostante sia stata protocollata dal medico responsabile una nuova richiesta di autorizzazione tutto è ancora fermo e il centro è stato mantenuto in regime “ambulatoriale” che continua ad erogare visite e accertamenti diagnostici, ma che di fatto non opera anche perché è stato disposto il trasferimento del servizio presso il Vito Fazzi di Lecce, cosa che non è mai avvenuta.

In questi due anni di stop sono accadute tante cose e tante famiglie già provate dalle difficoltà ad avere dei figli, hanno visto acuirsi disagi e sofferenze, costrette a rivolgersi nell’altro centro Pma in Puglia, a Conversano, e ad inserirsi in estenuanti liste d’attesa.

Ma si è verificata una situazione ancora più paradossale: chi aveva cominciato il percorso a Nardò, continua ad avere il proprio materiale biologico conservato lì: trasferirlo non solo comporta ulteriori costi, ma la possibilità di un deperimento che significa la fine di una potenziale vita. Queste donne hanno dovuto sospendere i trattamenti in atto senza che gli venissero fornite delle alternative.

Nel frattempo, in Puglia è un fiorire di centri privati che operano a costi spesso proibitivi per le famiglie, che in molti casi hanno preferito rinunciare di fronte ad una corsa ad ostacoli ogni giorno più difficile.

Un diritto negato, quello alle cure ma anche alla vita.

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*