Eolico off shore, Pagliaro”Regione eserciti diritto riserva per preservare aree di pregio”

SALENTO – «La Regione e i territori hanno voce in capitolo nella localizzazione degli impianti eolici offshore, e devono rivendicarla. Gli strumenti per incidere sulle decisioni ci sono, e dobbiamo esercitare il pieno diritto a difendere il nostro patrimonio di bellezza”. E’ quanto afferma in una nota il consigliere regionale Paolo Pagliaro, che presenta una mozione. “Quello che ripeto da sempre – nella battaglia che stiamo combattendo con il territorio e in cui non siamo disposti ad arretrare di un solo passo, contro la colossale centrale del vento galleggiante progettata nel Canale d’Otranto vicinissima alla costa di Otranto, Santa Cesarea Terme, Castro e Leuca – trova conferma nelle linee guida del Piano di gestione dello spazio marittimo, e nella delibera del 7 marzo scorso con cui la di Giunta regionale prende atto e approva la visione e gli obiettivi specifici per le aree Adriatica (fino al capo di Leuca) e Ionica (dal Golfo di Taranto fino alle coste di Basilicata e Calabria)” dice.

“Al punto 4 della delibera viene evidenziato il diritto di “riserva” ancora inutilizzato dalla Regione, che le dà margini d’intervento sulla pianificazione dei mari in queste due aree. Non ci facciamo commissariare, prendiamo le redini della pianificazione del nostro mare. È quello che chiedo con la mozione che ho presentato oggi: la Giunta Emiliano eserciti questo potere decisionale, ponga paletti precisi e scongiuri lo sfregio del mare lungo le nostre coste, interdicendo alla possibilità d’insediamento di impianti eolici offshore aree di particolare pregio naturalistico e paesaggistico-culturale. Si tratta d’altronde di applicare un principio fondamentale – quello della tutela ambientale e paesaggistica – sancito dall’articolo 9 della Costituzione italiana approvato l’8 febbraio scorso. La bellezza e il paesaggio prima di tutto, prima di ogni interesse economico, prima del ricatto delle energie pulite.

Il Piano di gestione dello spazio marittimo, per il quale l’Italia è in ritardo e che si è impegnata ad approvare entro fine anno per non incorrere nella procedura d’infrazione Ue, è previsto dalla direttiva europea 2014/89 ed è disciplinato dal decreto legislativo del 17 ottobre 2016 e dalle linee guida del 2017. È stato istituito un Comitato tecnico al quale partecipano sei Ministeri e i rappresentanti delle 15 Regioni costiere fra cui la Puglia, con il supporto di un polo scientifico. La Regione, dunque, si faccia sentire, tracci linee di confine invalicabile nelle sue acque, preservandole dalla colonizzazione dei giganti delle rinnovabili pronti a fare scempio del nostro mare. Lo prevede il processo di elaborazione del Piano di gestione dello spazio marittimo: “la pianificazione è attuata attraverso l’elaborazione di piani di gestione che individuino la distribuzione spaziale delle pertinenti attività e dei diversi usi delle acque marine, tra cui rientrano gli impianti e le infrastrutture per la prospezione, lo sfruttamento e l’estrazione di petrolio, gas e altre risorse energetiche e la produzione di energia da fonti rinnovabili”.

C’è un altro dato importante da evidenziare: nella delibera di Giunta regionale del 7 marzo scorso, per le aree Adriatica e Ionica, è scritto che l’eolico offshore è consentito “solo su piattaforme esistenti e dismesse”. La Regione in sostanza ha recepito gli obiettivi specifici di ciascuna area, ma si è riservata una più dettagliata suddivisione. Con la mia mozione la sollecito ad utilizzare questa riserva prima che sia troppo tardi, prima che venga imposto dall’alto un Piano di gestione dello spazio marittimo che, come un rullo compressore, potrebbe rastrellare ogni spazio di mare utile, senza considerare la storia, il valore paesaggistico, le bellezze naturali e turistiche delle coste che si affacciano su quei mari e che rischiano di venirne irrimediabilmente compromesse. Abbiamo gli strumenti per essere fabbri del destino della nostra terra. Usiamoli!».

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*