Mancate disdette, “le Asl non pretenderanno il pagamento”

BARI – Non ci sarà da parte della Asl nessuna pretesa di pagamento per le mancate disdette. La rassicurazione arriva dall’assessore alla Sanità Rocco Palese, durante la seduta del Question time del Consiglio regionale.

A porre il tema è stato il capogruppo de La Puglia Domani Paolo Pagliaro, chiedendo conto di quelle migliaia di ingiunzioni di pagamento per mancate disdette di prenotazioni ed esami, risalenti anche a 10 anni prima e che da dicembre arrivano ai cittadini. Una richiesta perentoria alla quale è difficile rispondere perché – ha ricordato il presidente del gruppo – “non c’è traccia delle disdette avvenute telefonicamente o al cup”. Richieste di pagamento che vanno dai 36 ai 46 euro. L’assessore ha spiegato, anzitutto, che è in corso un’istruttoria interna ma soprattutto che “non ci sarà nessun impiegato, addetto ai CUP che potrà certificare che non sia avvenuta la telefonata. “E’ stata un’iniziativa sbagliata – ha detto Palese – il rimedio è posto”.

Se, dunque, arriva una buona notizia da questo fronte, lo stesso non si può dire per il progetto del parco eolico off shore nel Canale d’Otranto. La mozione, riproposta dal consigliere Pagliaro e più volte rinviata, slitta nuovamente al 26 aprile per mancanza del presidente Emiliano e degli assessori competenti. “Una infinita tela di Penelope” per il proponente “ma questo – ha continuato – è l’ultimo rinvio. Non accetterò né accetteremo altri. La misura è stracolma”.

Il parlamentino pugliese ha a lungo poi dibattuto sul bando per le mense ospedaliere. Fortemente contrastato dai sindacati per il rischio di perdere 1500 posti di lavoro e dagli stessi gruppi consiliari nel corso dei mesi scorsi. Passa con 30 voti favorevoli su 31, la mozione della stessa maggioranza che chiede – come ha spiegato il consigliere  Di Gregorio, Pd – di assicurare la clausola sociale, un confronto tra le parti per valutare Asl per la Asl la situazione, assicurando tenuta salariale e ricollocamento dei lavoratori. Valutando, altresì, la possibilità di internalizzare il personale. Blindando, non da ultimo, anche la qualità di un pasto che se surgelato sarebbe non degno di una regione come la Puglia.

“Aprite gli occhi – ha detto il democratico e presidente della Commissione Cultura, Donato Metallo nel suo intervento – vogliamo che tutta la struttura regionale, dal presidente all’assessore, sia presenti ai tavoli perché non si debba dire tra 7 mesi, quando l’appalto sarà chiuso, che abbiamo lasciato lavoratori a casa. E che i pazienti mangiano il surgelato”. Dopo lo sprone di Metallo si è aperto un ampio dibattito, seguito dal respingimento di un emendamento del centrodestra che chiedeva di annullare il bando e internalizzare il personale, perché non è possibile intervenire su una gara aperta. “Venite a cose fatte – è stato il commento del capogruppo di Fratelli d’Italia Ignazio Zullo – occorrono coraggio e voglia di cambiare il bando”. La mozione del centrosinistra, poi, ha ottenuto l’ok di tutti i consiglieri tranne uno.

Unanime anche l’approvazione della mozione proposta dal capogruppo Pagliaro mirata a contrastare l’incuria e l’abbandono delle mura di Acaya. Un tema discusso nel maggio scorso nelle commissioni con l’allora assessore alla Cultura Bray. Il percorso, condiviso dal governatore, è di ottenere l’esproprio del bene di altissimo valore, attingendo dal bilancio regionale i fondi necessari, traferirli al comune di Vernole e poi recuperare e valorizzare il bene per il suo pieno rilancio.

In ultimo, l‘assessora ai Trasporti, Anita Maurodinoia ha fatto sapere che i lavori di elettrificazione delle Ferrovie del Sud Est sulla linea Bari Lecce hanno subito un ritardo che rispetto a quello noto di 12 mesi causa covid, è accresciuto ulteriormente. Il ritorno a pieno regime, comunque, è previsto nel giusto 2022.

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*