Batosta sulla sanità pugliese, buco da 250 milioni. Torna l’incubo piano di rientro

BARI – Dopo anni di faticosa risalita, torna in Puglia l’incubo per la sanità: il piano di rientro. Questa volta a causarlo è un buco nei bilanci stimato intorno ai 250 milioni di euro.

Ma una riunione fiume al Ministero  dell’Economia e delle Finanze ha tracciato in modo netto la strada: bisogna rientrare e subito.

Una stangata durissima per la Puglia dopo due anni di pandemia e che proprio a causa della pandemia ha dovuto fare i conti con le minori entrate. Tra le cause del buco milionario, infatti, c’è certamente la spesa farmaceutica ancora fuori controllo, ma anche tutto il gettito delle prestazioni bloccate per dirottare tutto sull’assistenza covid, mobilità attiva soprattutto. Ci sono poi le spese affrontate dalla protezione civile, ma anche quelle per le assunzioni straordinarie (senza le quali, va sottolineato, sarebbe stato impossibile reggere il colpo della pandemia in Puglia). In più un problema più volte ventilato nel palazzo assessorile di via Gentile: il calo demografico registrato negli ultimi anni dal quale dipende il riparto del fondo nazionale che, per la Puglia, equivale a 100 milioni di euro circa in meno sul budget.
Il punto, però, ora è come coprire il buco. Ecco che si torna all’ormai tristemente noto piano di rientro, questa volta della durata di tre anni. Il Mef ha concesso pochissimo tempo per stilare il piano, un mesetto non di più come prevede la legge e le strade al vaglio sono diverse. L’obiettivo principale è quello di evitare un aumento delle tasse. La strada più immediata. Un’altra potrebbe essere una sorta di rateizzazione del debito, stringendo la cinghia sul budget concesso agli altri assessorati o mettendo in vendita – come già avvenuto nei giorni scorsi – immobili di proprietà della Regione e che non sono necessari all’attività della stessa. La speranza dell’assessorato è di chiudere la trattativa spingendo il governo ad intervenire. Un po’ come accaduto lo scorso anno, quando l’esecutivo centrale chiese indietro alle Regioni i 200milioni di euro spesi per il covid. In quel caso si riuscì a spuntarla, bisogna vedere se anche in questo caso sarà così.

 

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