Rocco Greco del Samsara: “La legge non è uguale per tutti”

GALLIPOLI – “Il Samsara rappresenta un’eccellenza italiana, che ci invidiano in tutta Europa … improvvisamente e d’un tratto, dopo oltre 10 anni di attività, sempre la stessa, saremmo diventati fuorilegge”.

Così Rocco Greco, uno dei titolari dello stabilimento gallipolino, la cui vicenda giudiziaria si è chiusa con quattro condanne per, vario titolo, falso e abuso d’ufficio, abusivismo edilizio e occupazione abusiva di terreno pubblico, dice la sua su quanto accaduto finora.
“Non si tratta di una mia presuntuosa considerazione -dice- ma del giudizio di tutti gli operatori europei del settore, che nel 2019 ci hanno premiato a Parigi come migliore stabilimento balneare europeo, e nel 2016 siamo entrati tra i primi 100 migliori club del mondo. Ogni anno riceviamo numerose richieste di portare il nostro brand in altre località internazionali, come Malta, Francia, Spagna, Portogallo, ecc.; tali risultati sono stati raggiunti grazie al duro sacrificio ed al rispetto delle regole e della legge.
Purtroppo, tale opinione non è condivisa dal territorio che ci ha dato i natali. Abbiamo sempre confidato nella Giustizia e nella Magistratura e continueremo a farlo -continua- accettando la sentenza del tribunale penale di Lecce, senza, peró, condividerne il giudizio. Siamo stati condannati perchè l’iter procedimentale di conseguimento delle autorizzazioni e concessioni, a parere dei Giudici, non è stato corretto; per tali ragioni sono stati condannati anche 2 dirigenti del Comune di Gallipoli. Ció dovrebbe far preoccupare tutti i concessionari balneari dei litorali gallipolini, perchè identica procedura demaniale ed urbanistica è stata seguita nei loro confronti. Duole dover constatare che, peró, la legge non è uguale per tutti, perchè sul banco degli imputati sono finiti solo il Samsara e due dirigenti del Comune di Gallipoli, malgrado le autorizzazioni e concessioni demaniali fossero state firmate anche da altri dirigenti del Comune e di altri enti”. E fa sapere che ricorreranno in appello.

 

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