Covid: agriturismi in controtendenza, crescono del 2,04%

PUGLIA – Nonostante il crack da oltre 60 milioni di euro causato dal Covid nel 2020, non si sono arresi in Puglia gli agricoltori che hanno investito nel settore agrituristico con una crescita del 2% rispetto al 2019 del numero di agriturismi, in controtendenza al dato nazionale che segna uno scenario sostanzialmente invariato.  E’ quanto emerge da un’analisi di Coldiretti Puglia sulla base dei dati Istat.

Se da un lato si è dimezzato il fatturato con una forte perdita del valore, gli agriturismi sono stati resilienti proprio grazie al contributo prevalente dell’attività agricola, alla trasformazione e alla vendita diretta dei prodotti, proponendo nuovi prodotti e servizi proprio per adattarsi e resistere meglio al crisi causata dalla pandemia. Se la tavola con la cucina a chilometri zero resta la qualità più apprezzata a far scegliere l’agriturismo è la spinta verso un turismo di prossimità, con la riscoperta dei piccoli borghi e dei centri minori nelle campagne italiane che ha portato le strutture ad incrementare l’offerta.

I piccoli comuni pugliesi, con popolazione inferiore ai 5mila abitanti sono 85 su 257 totali su una superficie territoriale di circa 2.792 km quadrati di cui 40 in provincia di Lecce.

Il turismo in Puglia impatta per 6,5 miliardi sui consumi finali, pari al 12,3% sui consumi totali una ricchezza straordinaria a cui contribuisce il turismo esperienziale negli agriturismi, come dimostrato dalla quota percentuale di soddisfazione nel rapporto con il territorio. Ai primi posti di gradimento c’è l’offerta di olio di qualità all’85%, di prodotti agroalimentari all’83, paesaggi e colori per il 75%, l’ospitalità al 72% e l’offerta vitivinicola al 70%.

 

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