Morosità incolpevoli, 500 sfratti all’ orizzonte: sindacati dal prefetto

LECCE – C’è chi ha perso il lavoro e chi ha dovuto ricorrere ai sostegni messi in campo dai vari enti per garantirsi un pasto caldo, arretrandosi con il pagamento dell’affitto e confidando nella ripresa post pandemia. Queste persone, più di 500 in provincia di Lecce, fino al 31 dicembre – grazie al blocco degli sfratti stabilito dal “Decreto Sostegni”- si sono viste comunque garantito un tetto sopra la testa, nonostante le morosità incolpevoli maturate nel periodo di crisi generata dal Covid. Adesso, però, le cose cambiano.
Stando al decreto, infatti, già dal 1° gennaio di quest’anno sono tornati ad essere esecutivi i provvedimenti di sfratto adottati dal 1° ottobre 2020 al 30 giugno 2021 .
L’allarme è nei numeri e non solo in quelli salentini. In tutto il Paese, all’orizzonte, si stimano dai 130 ai 150mila sfratti.
Ecco perché in mattinata Cgil, Cisl, Uil, Sunia, Sicet, Uniat e Unione degli Inquilini, con al fianco anche l’associazione “Pronto Soccorso dei Poveri”, hanno bussato alle porte del prefetto Maria Rosa Trio, per richiedere un suo intervento.

Al margine del sit-in in via XXV luglio, i sindacati sono stati ricevuti dal Prefetto che ha garatito di farsi portavoce al Governo delle loro istanze, messe nero su bianco in un documento congiunto. Che si tratti di abitazioni private o alloggi di edilizia residenziale pubblica – hanno rimarcato – il focus è lo stesso: la battaglia è condotta per tutte quelle famiglie che non hanno avuto la possibilità di onorare gli impegni economici assunti, non certo per mancanza di volontà.
L’iniziativa si inserisce in un percorso di mobilitazione su scala nazionale, che si concluderà questo martedì con un presidio nazionale nei pressi del Ministero delle infrastrutture e delle mobilità sostenibili.

 

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