Situazione impianto Cavallino, Pagliaro chiede audizione in Commissione Ambiente: intero ciclo rifiuti in crisi

LECCE– Nota del consigliere regionale Paolo Pagliaro, capogruppo La Puglia Domani e Presidente MRS: “La situazione dell’impianto di Cavallino è solo la punta dell’iceberg di un sistema di gestione dei rifiuti in crisi in provincia di Lecce. Su queste criticità chiedo che si faccia luce e soprattutto che vengano individuate soluzioni strutturali, che vadano oltre l’emergenza. Da qui la mia richiesta di audizione in Commissione Ambiente, alla presenza dell’assessora Anna Grazia Maraschio, del direttore generale Ager Gianfranco Grandaliano, del presidente della Provincia di Lecce Stefano Minerva e del sindaco di Cavallino, Bruno Ciccarese Gorgoni. Proprio le recenti vicissitudini dell’impianto di Cavallino hanno messo a nudo la crisi del ciclo rifiuti in territorio di Lecce. La contrazione dei conferimenti nell’impianto di smaltimento e selezione rifiuti gestito dalla società Ambiente & Sviluppo, per il quale sono venute meno le autorizzazioni di Ager e Provincia di Lecce, ha comportato l’attivazione del fondo di integrazione salariale per l’intera platea dei lavoratori con qualifica di operaio, costretti a ruotare settimanalmente fino al prossimo 21 maggio.
La situazione di caos nei conferimenti presso gli impianti di smaltimento rifiuti in provincia di Lecce, che ha costretto i gestori del servizio ad interrompere la raccolta di determinate tipologie di rifiuto, sta avendo pesanti ripercussioni non solo sulla continuità occupazionale dei lavoratori, ma anche sulle tasche dell’intera comunità, con un aggravio dei costi Tari a carico di Comuni e cittadini: aumentando la percorrenza e l’impiego di personale, sale il costo a tonnellata in ingresso negli impianti.
Nell’impianto di Cavallino, a seguito dell’ispezione di Arpa Puglia che ha accertato la mancanza di spazi adeguati ad assicurare la corretta gestione dei rifiuti conferiti, è stato ordinato in via straordinaria l’aumento della capacità di stoccaggio. Ma si tratta di una soluzione tampone che lascia irrisolte le gravi criticità nella gestione del ciclo dei rifiuti nel territorio di Lecce, che pregiudicano la qualità del servizio e si ripercuotono sui lavoratori del comparto igiene ambientale e su tutti i cittadini. La progressiva saturazione degli impianti rischia di determinarne la chiusura, con il conseguente blocco dei conferimenti, l’interruzione di un pubblico servizio irrinunciabile e gravi rischi igienico sanitari. Tutti aspetti allarmanti, che conto di poter affrontare presto in audizione nella Commissione Ambiente”.

 

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