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L’orrore e la solidarietà: il Salento accoglie la prima famiglia ucraina

ARADEO- Sulle strade di Aradeo, anche una “caremma” sfoggia i colori della pace. Ancora scossa dalla scomparsa del primo cittadino Luigi Arcuti, avvenuta qualche giorno fa, è questa la comunità che accoglie la prima famiglia in fuga dall’Ucraina e giunta nel Salento.

Il nostro popolo è forte, vincerà, noi amiamo la nostra terra“. Così dice la signora Alessia, 56 anni, contadina. Non riesce a trattenere le lacrime. Nel suo villaggio alle porte di Odessa, sul mar Nero, ha lasciato marito e familiari. Da lì si è messa in viaggio verso il confine con la Polonia assieme alla figlia Maria, 33 anni, laureata in lingue, e con i nipotini di 6 anni e di dieci mesi. Accompagnate in auto fino alla frontiera, hanno attraversato la Polonia in autobus, con qualcuno che ha ceduto il suo posto vedendo i bambini. Poi, qualche polacco ha acquistato per loro i biglietti aerei e sono arrivate a Bari.

Noi abbiamo paura – racconta Maria – perché io vorrei tornare nel mio Paese, ma se la Russia rovescerà il nostro governo, io temo di rientrare a casa, temo per i miei figli“. E’ Nicole, la piccolina, ad attirare tutte le attenzioni. Nella sede della Protezione civile, continuano ad essere portati doni per la bimba e il fratellino, che già dal giorno dopo l’arrivo ha iniziato a frequentare la scuola dell’infanzia. “C’è stata immediata disponibilità della dirigente scolastica e delle maestre – dice la vicesindaca Georgia Tramacere e lui è felicissimo, continuava a dire ‘Skoll! skoll!’. Abbiamo anche la fortuna di avere una mediatrice che parla il russo, per cui il bambino ha subito trovato un posto in cui riavere serenità e sicurezza”.

Un ricongiungimento familiare il loro: ad attenderli Svitlana, che da undici anni vive ad Aradeo con suo marito, un pensionato del posto. Nonna paterna dei bambini, lei vorrebbe ospitare tutti i suoi parenti qui, “anche con materassi per terra”, ci dice. In mattinata non è riuscita a sentirli. Ci mostra sulla cartina la città in cui vivono e in cui sono intrappolati, non riuscendo a scappare: è Mykolaiv. Negli stessi minuti in cui parla con noi, le agenzie battono la notizia che le truppe russe stanno entrando proprio in quel centro da mezzo milione di abitanti.

Dalla tv continuano a rimbalzare le immagini di negoziati e bombardamenti. Aradeo cerca di dare un minimo di serenità a questa famiglia. Come molti altri paesi, anche qui ci si prepara ad accogliere altre donne e bambini e a far giungere in Ucraina il proprio supporto. Si continuano a impacchettare scatole di vestiti, alimenti, medicinali. È certo che ce ne sarà ancora bisogno. E che siamo solo all’inizio.

Tiziana Colluto

https://www.youtube.com/watch?v=hTD3iVufIHM

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