Rigenerazione delle marine, la giunta approva tre progetti per San Cataldo e Torre Chianca

LECCE – La Giunta comunale ha approvato oggi la trasmissione alla Regione Puglia di tre progetti di rigenerazione delle marine di San Cataldo e Torre Chianca per la candidatura al finanziamento con risorse del Fondo Sviluppo e Coesione 2021/2027 da parte del Ministero per il Sud. Gli stessi progetti, dato il recente riavvio delle procedure di redazione del Contratto Istituzionale di Sviluppo sui paesaggi costieri, potranno essere inseriti tra le proposte da finanziare con il Cis.

Già inquadrati nel programma di rigenerazione “Lecce è il suo mare”, si tratta di progetti definitivi, la cui redazione è stata possibile grazie all’adesione al fondo di rotazione della Regione Puglia che l’amministrazione comunale ha attivato la scorsa estate. A seguito di short list dedicata ai paesaggi costieri, gli uffici hanno operato la selezione di tre gruppi di progettazione provenienti da tutta Italia e dall’estero per la redazione dei progetti di cui ora si avvia l’acquisizione dei pareri ai fini della rapida cantierabilità richiesta per l’ammissione a finanziamento.

I Giardini di Adriano, progetto definitivo di rigenerazione paesaggistica degli spazi aperti antistanti il faro e il sito archeologico del molo di Adriano sul lungomare Caboto di San Cataldo”, redatto dalla società “COR arquitectos LDA – di Cremascoli, Okumura e Rpdrogies arquitectos”, prevede la riqualificazione degli spazi pubblici che cingono due importanti beni culturali, il molo di Adriano e il faro della marina di San Cataldo. La percezione di questi due importanti simboli della marina sarà rafforzata attraverso la riqualificazione degli spazi con nuovi percorsi pedonali e ciclabili e la creazione di una piazza/anfiteatro aperta sul mare per lo svolgimento di iniziative collettive. Saranno eliminate le barriere architettoniche, aumentata la vegetazione, rafforzato il rapporto tra la spiaggia e lo spazio pubblico – oggi ostacolato da ruderi e resti di vecchie murature. L’obiettivo del progetto, la cui realizzazione ha un costo di 1,7 milioni di euro, è rafforzare la connotazione paesaggistica di questo scorcio della marina, contribuendo alla diversificazione dell’offerta turistica della città.

Sempre a San Cataldo, sul tratto di costa che va dalla “rotonda” all’ex Windsurf, interviene il progetto della “Spiaggia urbana del Lungomare A. Vespucci di San Cataldo e Ostello della Gioventù”. Qui l’attuale lungomare, separato dalla spiaggia da muri e barriere, sarà rigenerato secondo un nuovo disegno di integrazione tra lo spazio pubblico e le spiagge libere e sarà riqualificato l’immobile che ospita l’Ostello della Gioventù. Un sistema dolce di gradoni – integrati con passerelle accessibili a tutti – declineranno dal piano della strada al piano della sabbia, integrandoli e fungendo da collegamento, per diventare anche seduta, spazio “ibrido” a servizio della socialità. Il progetto, del costo di 2,5 milioni di euro, prevede anche interventi per la difesa costiera, l’eliminazione delle barriere architettoniche, la creazione di rain garden (aree verdi con docce) e l’aumento della vegetazione, oltre all’incremento della mobilità pedonale e ciclabile, e la creazione di piccoli servizi alla balneazione. È stato redatto dall’arch. Chiara Nifosì, a capo di un raggruppamento temporaneo di impresa.

La Torre costiera di Torre Chianca” è il terzo progetto definitivo approvato oggi dalla giunta e prevede la rigenerazione paesaggistica dell’ambito costiero della Torre. Bene culturale importante, da tempo trascurato, Torre Chianca vedrà rafforzati gli spazi naturali aperti che la circondano e sarà dotata di servizi e infrastrutture per proteggerla e al contempo aumentarne il livello di attrattività: sarà demolito un immobile abusivo presente a poca distanza, chiusa al passaggio delle automobili la stradina che vi conduce, creati un parcheggio e un’area camper ecologici, una piazza balneare con servizi minimi per la spiaggia libera, docce e wc, avviata la rigenerazione del cordone dunale e rimosse le barriere architettoniche. Il progetto, redatto dall’arch. Matteo Ghidoni a capo di un raggruppamento temporaneo di imprese, avrà il costo di 1,3 milioni di euro.

Le proposte progettuali saranno candidate nelle more del rilascio delle prescritte autorizzazioni degli enti sovraordinati, nonché della verifica preventiva della progettazione, che potranno essere acquisite dopo l’ammissione a finanziamento.

“Sono progetti innovativi, di altissima qualità, in grado di cambiare il volto della marina di San Cataldo e tutelare Torre Chianca come bene culturale e rilanciarla nella sua attrattività – dichiara il sindaco Carlo Salvemini – li candidiamo a finanziamento in coerenza con una pianificazione costiera e una strategia di rigenerazione che intendono valorizzare gli aspetti sociali, culturali e naturalistici della costa accanto al mare e alla balneazione. Le opportunità non mancano, dal FSE insieme alla Regione, al Cis riavviato dalla ministra Carfagna che guarda proprio ai paesaggi costieri da ricostruire, in perfetta consonanza con il nostro approccio. Quello compiuto oggi è un passo fondamentale che dà concretezza alle prospettive di rilancio di San Cataldo e della fruizione di Torre Chianca. Ce ne saranno altri da compiere, lo faremo sicuri della direzione intrapresa e delle energie necessarie per raggiungere il traguardo”.

“Sono tre progetti che lavorano per creare un riscatto paesaggistico di tre luoghi notevoli del nostro litorale a vantaggio della collettività – dichiara l’assessora alla Pianificazione Urbanistica e Marine Rita Miglietta – ricuciono il rapporto tra spiaggia libera e spazio pubblico, eliminando ostacoli e barriere architettoniche, sottraggono spazio all’asfalto e manufatti impropri per restituirlo a piazze e passeggiate protese verso il mare, rigenerano dune e demoliscono immobili fortemente degradati che insistono sugli arenili, individuano servizi, disegnano tre panorami costieri rafforzandone l’identità. Ringrazio gli uffici e i tre gruppi di progettazione che hanno lavorato per raggiungere questo primo step in una condizione non facile per l’amministrazione, la redazione di progetti complessi, infatti, richiede tempo, risorse e sforzi conoscitivi notevoli; ora si apre il secondo step, siamo già impegnati per la condivisione dei progetti con gli enti sovraordinati e la commissione paesaggio ai fini dell’ottenimento di tutti i pareri e le autorizzazioni”.

 

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