A Brindisi l’invaso del Cillarese è una risorsa naturalistica. Ma andrebbe valorizzato

BRINDISI – L’intera area del Cillarese, situata a nord della città di Brindisi, è stata sempre una zona paludosa, bonificata grazie alla realizzazione, negli anni ottanta, di un invaso artificiale alimentato dalle acque bianche provenienti da alcuni comuni della provincia. L’obiettivo era quello di costituire – grazie ai fondi della Cassa Depositi e Prestiti – una riserva idrica per le aziende dell’area industriale. In realtà, nell’arco di qualche anno, l’invaso si è trasformato in un habitat naturale per numerose specie di uccelli, sia stanziali che migratori ed oggi rappresenta una ricchezza dal punto di vista naturalistico, con i suoi 170 ettari di natura incontaminata. Va detto, infatti, che nella stessa area vi è la presenza di un bosco di conifere, mentre a valle dell’invaso il Comune di Brindisi ha realizzato un parco urbano tra i più grandi e belli esistenti in Puglia. Il sito è stato giustamente sottoposto a vincoli naturalistici, in quanto considerato un’oasi di protezione della fauna.

Sono ancora fermi al palo, invece, i tanti progetti elaborati negli anni per valorizzare ancor di più l’invaso, a partire dalla richiesta di riconoscimento di parco urbano di interesse regionale. Il Consorzio Asi, proprietario dell’invaso, con il compianto presidente Rollo, provò anche a renderlo completamente fruibile grazie alla realizzazione, in un’area proprio a ridosso dell’invaso, di strutture ricettive perfettamente compatibili con l’ambiente, ma anche in quel caso si fermò tutto ad un semplice studio preliminare.

Sta di fatto che questo bellissimo patrimonio non viene utilizzato a fini ricettivi e quindi neanche a scopi turistici. Un vero peccato, soprattutto se si considera che il turismo naturalistico rappresenta uno dei settori più in crescita a livello internazionale e Brindisi – grazie anche alla presenza dell’oasi di Torre Guaceto – potrebbe inserirsi a pieno titolo.

Mimmo Consales

 

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