La Provincia blocca il progetto Regionale e la marina attende da anni la fogna

PORTO CESAREO- Le trincee drenati inutili e bloccate dalla Provincia di Lecce. Basterebbe una semplice autorizzazione, che non giunge, ed anche questa estate l’impianto di depurazione di Porto Cesareo potrebbe non entrare in funzione

 

In estate un’utenza di circa trecentomila cittadini ma senza una regolare fogna. Un depuratore pronto ma non giunge una semplice autorizzazione per lo scarico di acque totalmente depurate. Porto Cesareo attende da un decennio il depuratore mentre si rischia la salubrità ambientale. Tavoli regionali che non decidono, interrogazioni e sopralluoghi ed ora una nuova tegola. La commissione ambiente della provincia di Lecce, seppur ponga un interrogativo e contrarietà sull’idea regionale delle trincee drenanti, con la richiesta della Via, determina un nuovo stallo per l’entrata in funzione del depuratore.

“Le nostre perplessità sull’utilità e sui costi delle trincee drenanti prospettate dalla Regione come soluzione per superare lo stallo, ora, condivise dalla Provincia di Lecce, seppur basterebbe un’autorizza provvisoria allo scarico in battigia, che abbiamo sempre indicato come unica soluzione fattibile e immediata, per risolvere un problema ambientale e di salute pubblica che si trascina da decenni”. È una vicenda assurda per il consigliere regionale Paolo Pagliaro “seppur della richiesta per un’autorizzazione provvisoria mi sia fatto portavoce in Consiglio regionale fin dal marzo scorso, con una prima audizione”.
Da 42 anni si attende la fogna, da più di un decennio il depuratore ed ora che si potrebbero effettuare i primi 600 allacci nuovamente uno stallo. Stigmatizza Pagliaro: “un’audizione, un’interrogazione, una seconda audizione e persino un sopralluogo tecnico, a maggio, con il dirigente della sezione Risorse idriche, l’ingegner Andrea Zotti. Sono seguite altre due audizioni e, nell’ultima, è spuntata l’amara sorpresa del progetto delle tre vasche drenanti e la Regione ha deciso di tirare dritto senza considerare le ragioni del territorio ed oggi bocciato anche dalla Provincia di Lecce”.

Dello stesso tenore l’indignazione del Consigliere del Pd , Fabiano Amati e presidente della Commissione Bilancio della Regione Puglia: “Per non fare la cosa più semplice e compatibile con l’ambiente, ci si sta ingarbugliando nelle più inquinanti trincee drenanti e nel frattempo il mare e il suolo di Porto Cesareo e Nardò, per varie complicità politiche, continuerà a ricevere liquami non trattati, fonte di inquinamento ambientale e sanitario e tutto questo” continua Amati, “ per non fare la cosa più legale e semplice, consistente nell’autorizzazione allo scarico di acqua sanificata nello stesso punto in cui lo fa il depuratore di Nardò. È stupefacente “ conclude il consigliere regionale, “il motivo per cui non si faccia la cosa più semplice, inquinando il bellissimo mare di Porto Cesareo e Nardò e condannando quelle città a rimanere sempre nell’elenco delle aspiranti perle del turismo pugliese: eccitare le paure della gente per lucrare consenso politico”.

 

 

 

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