Terme Santa Cesarea, mancata pubblicazione bando di gestione. Interrogazione Pagliaro: “Basta gioco al rinvio, tempo scaduto”

SANTA CESAREA TERME – “È da quasi un anno che, con ben quattro richieste di audizioni ed un’interrogazione urgente, ho acceso un faro di attenzione sulle Terme di Santa Cesarea, gioiello del Salento dal potenziale enorme ma dal futuro incerto”. Il consigliere regionale Paolo Pagliaro presenta una nuova interrogazione sulle Terme.  “Ho sempre manifestato perplessità -dice- sull’operazione del passaggio di proprietà delle quote di maggioranza dalla Regione Puglia al Comune di Santa Cesarea, per una cifra che sfiora i 14 milioni di euro (13 milioni e 770mila euro per la precisione). Così come ho espresso forti dubbi sull’affidamento della gestione delle Terme ad un soggetto privato tramite bando, evidenziando il rischio che si potesse realizzare quella che era stata prospettata come soluzione B: lo spacchettamento dei diversi beni del complesso termale. Lo smembramento, lo ribadisco, è un’ipotesi inaccettabile, perché farebbe perdere valore e appeal alle Terme, che hanno una storia da preservare nella sua interezza.
I fatti, purtroppo, mi stanno dando ragione, perché dopo due proroghe concesse al Comune di Santa Cesarea per la predisposizione del bando, che doveva essere presentato entro fine 2021, due settimane prima della scadenza è stato chiesto ancora altro tempo. Questo, oltre a rafforzare i miei sospetti, deve mettere in allarme la Regione, alla quale ho chiesto fin da subito di porre attenzione affinché venisse scongiurato lo scellerato piano B.
Nei miei interventi ho sempre sollecitato un serio piano industriale di rilancio del complesso termale, ho chiesto chiarezza sul passaggio delle quote di proprietà e sul bando, così come ho ribadito la necessità di provvedere al completamento e alla riqualificazione del nuovo centro termale da anni in abbandono, il cosiddetto Mammoccione. Ma le rassicurazioni ricevute in audizione sono state evidentemente solo parole al vento. L’annuncio della consegna del bando entro novembre è stato smentito, avevamo annunciato tolleranza fino a dicembre e annunciato già una nuova richiesta di audizione per fare il punto su una situazione che non ci ha mai convinto. Ecco perché ho presentato un’interrogazione e un’ulteriore richiesta di audizione in Commissione Turismo e Sviluppo economico, per avere risposte precise e cristalline sullo stato di redazione del bando. Dall’assessore al ramo, così come dal presidente della società Terme di Santa Cesarea e dal sindaco della città, pretendiamo una data certa e non più differibile, e garanzie che il bando sia stato concepito per rendere effettivamente appetibile ed attuabile la gestione delle Terme, in modo da intercettare offerte qualificate che possano finalmente garantire il salto di qualità che sollecitiamo da anni, in un’ottica di sviluppo che si allarghi ad abbracciare l’intero territorio. E questo sviluppo non può prescindere, lo ribadisco, da infrastrutture adeguate che consentano ai turisti e agli utenti di poter raggiungere le Terme di Santa Cesarea con mezzi e in tempi ragionevoli. Un aspetto su cui finora vi è stata totale assenza di attenzione da parte della Regione, che ha sempre trascurato l’importanza delle Terme come leva di marketing territoriale, visto l’enorme giacimento che rappresenta e che ha le potenzialità di far vivere il territorio di turismo 365 giorni all’anno. Questo è un tasto su cui insisto da sempre, ben prima di entrare in Consiglio regionale, come uomo e imprenditore innamorato e impegnato da 35 anni a Santa Cesarea Terme, amante del Salento e determinato a metterlo in luce”.

 

 

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