Dall’ultimo Lecce le prime certezze

Il presidente del Lecce Sticchi Damiani e il direttore generale dell'area tecnica Pantaleo Corvino

LECCE – (t.d.g.) L’ultimo Lecce del 2021 è stato quello di Coppa Italia. A La Spezia i giallorossi hanno fatto un bel regalo ai tifosi. Sotto l’albero hanno lasciato la qualificazione agli Ottavi di finale che si giocherà il prossimo 20 gennaio all’Olimpico contro la Roma di Mourinho. È stato l’ultimo Lecce dell’anno perché la Lega di B ha tagliato, o meglio rinviato le ultime due partite in cartello.

L’ULTIMO LECCE DEL 2021 – Così l’ultimo Lecce è stato quello di Coppa, che ha consegnato a Baroni e alla dirigenza, soprattutto a Corvino e Trinchera, certezze e dubbi. Al Picco Baroni ha presentato Bleve in porta. Il portiere leccese aveva difeso i pali della porta giallorossa in occasione delle partite contro Brescia e Cosenza. Nelle due sfide disputate Bleve ha subito due gol, ma il Lecce è uscito imbattuto: pareggio a Brescia e vittoria al Via del Mare contro il Cosenza. Non ha bisogno di presentazioni Bleve, silenzioso vice di Gabriel, pronto a rispondere presente ogni qualvolta il tecnico lo chiama in causa. Ha sfruttato benissimo l’occasione e ha confermato che Baroni può contare su di lui senza riserve. Dunque, una certezza.

CALABRESI, SI O NO? – Come potrebbe essere Calabresi, che nel corso del girone di andata si è visto veramente poco perché il francese Giandrey si è rivelata un’autentica sorpresa. Tuttavia il difensore romano si è tolta la soddisfazione di segnare un gol pesante che ha spinto il Lecce nella sua città, per sfidare la Roma in Coppa Italia. Un calciatore su cui sicuramente puntare anche per i mesi a venire.

BIG MEC – Pure Meccariello potrebbe restare. Il difensore ha sempre fornito prove quantomeno generose e il ruolo di alternativa sicuramente lo stimola. A sinistra, invece, si è creata una bella concorrenza tra Gallo e Barreca. Da sistemare sul mercato, il colombiano Vera.

HELGASON RESISTE E CONVINCE – A centrocampo è scivolato dietro le quinte Bjorkengren, ma il giocatore svedese come altri suoi compagni si è dimostrato sempre pronto. Sicuramente si aspettava una prima parte di stagione diversa il francese Blin. Il giocatore arrivato dall’Amiens, con 133 presenze in Ligue 1, nel campionato di Serie B ha superato l’ora di gioco solo due volte, contro Cremonese e Cosenza. Ad Ascoli ha giocato l’intero secondo tempo e poi solo, ma non sempre, scampoli di partita. In tutto 10 presenze su 17 incontri. E sempre per il centrocampo, a differenza del connazionale Bjarnason (ceduto a titolo definitivo al Valerenga) ha dimostrato un migliore ambientamento Helgason, nazionale islandese. Più agevole, sicuramente, il suo inserimento in un calcio sicuramente più difficile rispetto alla scuola nordica.

DOPPIO TRIDENTE – In attacco, infine, Corvino e Trinchera dovranno lavorare sodo se vorranno trovare le giuste alternative a coloro che sono stati gli interpreti principali finora: Strefezza, Coda e Di Mariano. In casa, fino a questo momento, si è lavorato con Rodriguez e Olivieri, ma il campo ha detto che potrebbe non essere sufficiente per arrivare fino in fondo e contrastare le altre squadre che ambiscono alla promozione e non staranno certo a guardare nel prossimo mercato di gennaio. Dopo un quadrimestre di campionato, Baroni, Corvino e Trinchera hanno le idee più chiare. La campagna di mercato invernale, però, non è semplice.

 

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