Dall’ospedale covid alle mascherine, al setaccio tre anni di atti firmati Lerario

BARI – Perquisizioni e indagini, cominciate con gli arresti prima di Natale e destinate a proseguire anche molto oltre Capodanno. Procura di Bari e Guardia di Finanza continuano a mettere al setaccio tutti gli appalti aggiudicati da Mario Lerario nel triennio in cui è stato a capo della Protezione civile e dell’economato. I fari sono punti sull’ospedale della Fiera del Levante ma sulla fabbrica di mascherine e su molti altri affidamenti.

Intanto anche a livello interno la Regione sta analizzando fattura per fattura, documento per documento tutto ciò che riguarda l’ambito dell’indagine. C’è anche una ditta di Trepuzzi ad essersi vista annullare una determina che assegnava, lo scorso 13 dicembre, 2,3 milioni di euro per realizzare container e moduli abitativi.

Per gli inquirenti ci sarebbe un vero sistema Lerario che si ripeteva da anni e che prevedeva affidamenti diretti con il frazionamento dei finanziamenti così da procedere ad assegnazioni dirette. Perché, spesso, il ruolo proprio della Protezione civile prevedeva il dover agire d’urgenza, quindi dovendo saltare steccati che allungavano i tempi. Così è stato anche per i lavori nel ghetto di Borgo Mezzanone a Foggia che doveva dare alloggio dignitoso ai migranti. In quel caso ci sono due degli imprenditori finiti nell’inchiesta perché – è il sospetto della Procura – avrebbero pagato tangenti a Lerario. Proprio quelle trovate nella sua auto al momento dell’arresto.

 

 

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