133 anni dalla nascita dell’Usignolo di Lecce

LECCE – A 133 anni dalla nascita di Tito Schipa, all’anagrafe Raffaele Attilio Amedeo Schipa, i leccesi ricordano quello che è considerato il maggiore ” tenore leggero” della storia dell’opera, definito “l’usignolo di Lecce”

Nacque a Lecce il 27 dicembre 1888, anche se venne registrato all’anagrafe il 2 gennaio 1889, un ritardo finalizzato a posticipare di un anno la leva militare. Il suo talento vocale fu subito notato dal maestro elementare.  Nel 1902, con l’arrivo da Napoli del vescovo Gennaro Trama, il ragazzo, entrò in seminario, dove studiò anche composizione. Dopo l’adolescenza, Tito continuò gli studi a Milano. Nel 1909 fece il suo debutto a Vercelli in Traviata. Dopo una lunga routine di formazione trionfò a Napoli nel 1914 con una Tosca leggendaria imponendosi definitivamente alle cronache artistiche. Parlerà correntemente quattro lingue e ne canterà undici compreso l’aborigeno australiano più, come ripeteva, il napoletano. Nel 1918 a Madrid riportò il primo trionfo all’estero. Nel 1919 approdò negli Stati Uniti a Chicago. Qui sposò una soubrette francese conosciuta a Montecarlo in occasione della prima esecuzione assoluta de La rondine di Puccini. Da lei avrà due figlie, Elena e Liana.Il trionfo a Chicago con Rigoletto sotto la direzione di Gino Marinuzzi fu l’inizio di una permanenza negli Stati Uniti durata oltre quindici anni. Nel 1932 lasciò Chicago, prendendo il posto di Beniamino Gigli al Metropolitan di New York. Nel 1935 fu il protagonista a San Francisco. Ma gli effetti della Grande Depressione, l’irreparabile crisi con la moglie e la nostalgia per la patria lo riportarono in Italia.A riprecorrere la sua storia, tra gli altri il dott. Antonio Montinaro che ricorda anche la sua attività concertistica, e la sua carriera cinematografica.

Sposò l’attrice Diana Prandi e nacque , nel 1946 , Tito Schipa Jr. Come compositore scrisse romanze e canzoni di musica leggera in napoletano, in leccese (Quandu te llai la facce la matina, ecc.), in spagnolo, tanghi argentini, un’Ave Maria, una Messa a 3 voci per S. Oronzo, una a 4 voci, un Coro a 4 voci, Hosanna, e l’operetta Principessa Liana (1929) dedicata alla figlia. Il 14 aprile 1955 dette l’addio al palcoscenico con l”’L’elisir d’amore” al Petruzzelli di Bari, a cui faranno seguito le tournèe in Russia, in Ungheria e negli Stati Uniti. Grazie ai soldi da lui raccolti in numerosi concerti in tutto il mondo finanziò la costruzione a Lecce del Liceo Musicale a lui intitolato. A Lecce un Premio Internazionale a lui intitolato, gestito dagli Amici della Lirica “T.Schipa”,  premia cantanti lirici esordienti. Tito Schipa morì a New York il 16 dicembre 1965; la sua Lecce, mai dimenticata, lo accolse per l’ultimo viaggio. E’ stato definito uno dei più perfetti cantanti che abbiano mai calcato le tavole di un qualunque palcoscenico. Tecnica superlativa, un timbro personale ed inconfondibile, una capacità unica di dominare il fiato ed emettere “mezzevoci” e “filature” . Un tenore fuori dal tempo, il cui modo di cantare appare ancora oggi moderno. Ogni giorno, in piazza Sant’Oronzo a Lecce, a mezzogiorno, invece dei soliti rintocchi delle campane, viene fatta risuonare nell’aria una sua  canzone.

 

 

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