Sì del Consiglio regionale al Piano rifiuti. Apre la discarica di Corigliano

BARI – Passa a maggioranza il Piano regionale dei rifiuti. Ora è ufficiale, la discarica di Corigliano apre.

E’ la sintesi di una lunga e complessa seduta di Consiglio regionale che, per oltre 8 ore, ha battagliato su un piano che anche nei banchi della maggioranza non è stato accolto con facilità.

E i consiglieri non ne hanno fatto mistero. Come il democratico Fabiano Amati che ha evidenziato come “non ci siano un programma plausibile e alternative alle discariche”. O la consigliera barese Parchitelli che ha confessato di aver annunciato al suo partito il suo voto contrario, per poi ripensarci.
La mediazione, nella maggioranza, è stata trovata in cinque emendamenti dopo una lunga riunione dei capigruppo con il governatore. Uno di questi riguarda la discarica di Corigliano, primo firmatario è il democratico Donato Metallo. La discarica apre, se il monitoraggio ambientale e l’Aia lo consentiranno, ma sino al 2025. Quattro anni di attività in cui si conferiranno rifiuti biostabilizzati, con una procedura ulteriore rispetto a quella prevista dall’impianto di Poggiardo. Una “extrema ratio, ha spiegato Metallo in aula chiedendo il voto delle opposizioni, pensata pur di non aprire il sito senza certezze come, invece, avverrebbe votando il piano senza questa modifica.

L’emendamento passa con il voto favorevole della sola maggioranza, ma le opposizioni battagliano sino all’ultimo opponendosi anche a questa soluzione, giacché la loro richiesta era la chiusura totale del sito. Per il capogruppo de La Puglia Domani e Presidente del Movimento Regione Salento, Paolo Pagliaro, il rischio per la salute pubblica è troppo alto, “per noi e per le future generazioni” aggiunge. Perché in ballo c’è il pericolo di inquinare la falda, a ridosso della discarica. “Un no senz’appello contro questo scempio – ha aggiunto il presidente del gruppo – siamo pronti alle barricate, forti della condivisione di una battaglia che è di tutto il territorio, in difesa della salute che viene messa a rischio in una terra già martoriata dal punto di vista ambientale, con uno spaventoso tasso di patologie tumorali”.

No anche di Fratelli d’Italia: “Un Piano Rifiuti di 4.000 pagine, per la stragrande maggioranza scritte nella passata legislatura. Va detto a chiare lettere che le discariche vengono riaperte – hanno detto ad uno ad uno tutti i componenti del gruppo -, buttando fumo negli occhi dicendo che ci sarà un maggior supporto tecnico che porterà alla chiusura nel 2025. Ma per quattro anni le comunità si beccheranno la discarica e amen”.

No secco anche da parte di Forza Italia e della Lega, per la quale “il piano è il fallimento della politica”. “La Regione non può permettersi di voltare le spalle a cittadini esasperati – ha detto il capogruppo Davide Bellomo – che vedono il loro territorio deturpato da decenni di mala gestione rifiuti”.

L‘assessore all’Ambiente Anna Grazia Maraschio ha spiegato che “questo è un punto di partenza”. “La visione di questo Piano è quella di andare a riduzione nella produzione dei rifiuti. Non è un obiettivo ideologico – ha aggiunto – ma è concretamente perseguibile, e ci sono tutte le possibilità indicate nel Piano per raggiungere questo obiettivo, non ultimo attuando quelle forme di intercettazione del rifiuto che fanno parte del Piano”.

Il piano, dunque, incassa il sì a maggioranza dell’aula. Il rischio di perdere i finanziamenti per i nuovi impianti, almeno quello, è scongiurato.

 

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*