Consiglio regionale, scontro in maggioranza sul farmaco per la Sma1

BARI – Da una parte la scienza, dall’altra la politica. L’articolo 7 della manovra di bilancio ha scatenato lo scontro che tutti sapevano sarebbe arrivato. Perché su quel milione di euro destinato ad aiutare le famiglie nel trattamento dei bambini affetti da Sma1 con il farmaco Zolgesma, si è consumata la frattura, insanabile tra il governatore Emiliano e l’ex assessore Pierluigi Lopalco che tra i banchi della maggioranza, è tornato nella veste di consigliere.

“Non posso non intervenire – ha detto il professore prendendo per la prima volta la parola – perché fra le cause del mio passo indietro come assessore c’è stata proprio una divergenza di opinioni su questo tema”. L’epidemiologo ha spiegato, nuovamente, che la decisione con coscienza troverebbe tutti d’accordo ma è la scienza che deve fare da bussola nelle decisioni. E la scienza è l’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco che – ha detto Lopalco – “ci dice che sulla possibilità di usare questo farmaco in bambini che hanno una forma molto avanzata di malattia, che sono addirittura tracheotomizzati, che non riescono più ad essere autonomi nella deglutizione, i benefici attesi sono considerati pressoché assenti”. Con rischi crescenti in caso di malattia avanzata. A Boston dove vengono curati, “c’erano solo 5 bambini. Nessuno americano perché li americani stessi che quell’ospedale lo hanno in casa – ha spiegato ancora Lopalco – hanno scelto di non curarli”. “Aifa – ha aggiunto – ci dice che i rischi superano i benefici. Se veniamo meno a questo principio, cioè di utilizzare i fondi pubblici per la cura dei pazienti sulla base di regole precise, miniamo le fondamenta del nostro Servizio sanitario nazionale”.

Mentre il governatore non lo guarderà mai durante tutto l’intervento, a prendere la parola è il democratico Fabiano Amati, primo sostenitore di questa scelta e che si appella alla scienza giuridica. “AIFA – ha detto – ha ribadito che rimane in carico all’équipe clinica multidisciplinare il compito di stabilire se sia opportuno prevedere di effettuare tale trattamento, e, nel caso in cui l’équipe specialistica di un centro di riferimento italiano considerasse il paziente idoneo al trattamento, sebbene al di fuori delle condizioni previste per la rimborsabilità del Servizio sanitario nazionale, non si ravvede comunque la necessità che tale trattamento venga effettuato all’estero”, “cioè si può fare in Italia”.

Lopalco chiede il voto segreto, lo fa grazie ai quattro colleghi di Con che lo supportano. Ma il voto dell’aula dice sì al finanziamento. Dopodiché abbandona i lavori. “Il fatto che un organo importante come il Consiglio regionale – ha commentato a margine Lopalco -, trovi una modalità per aggirare questo principio, potrebbe minare alla base uno dei principi fondanti del Servizio Sanitario. Questa – ha detto riferendosi alla sua permanenza nelle fila del centrosinistra – è solo una delle tante battaglie che nei prossimi anni mi toccherà combattere”.

La manovra, ha comunque avuto il via libera a maggioranza con l’astensione dell’opposizione. Trentacinque milioni di euro totali, di cui 8 milioni e mezzo di euro centrati sul sostegno ai cittadini più fragili, 200 mila euro per semplificare le procedure di prenotazione della terza dose della vaccinazione anti-Covid19 tramite le farmacie convenzionate pubbliche e private. Altri 14 milioni di euro andranno all’ormai tradizionale sostegno ai Consorzi di bonifica, 225mila euro, invece, alla gestione gestione dei centri per l’impiego di Brindisi.

La seduta è iniziata con l’augurio della presidente Capone per il primo anno di attività della nuova legislatura. Ma, a distanza appunto di un anno, la reale e definitiva composizione dell’assise è ancora un enigma. Durante la seduta, anziché arrivare la conferma dei nuovi eletti così come ricalcolato dalla Prefettura di Bari, arriva il colpo di scena dal Tar che potrebbe, nelle prossime ore, sparigliare nuovamente le carte della maggioranza e, quindi, della giunta. Perché se è certo che lasceranno l’assise gli esponenti di centrosinistra Longo e Pendinelli, in favore di due eletti del centrodestra De Palma e Scalera, sembra allontanarsi il subentro di Grassi al posto del compagno di schieramento Lanotte. E questo per il governatore vuol dire perdere l’assessore alla Cultura in pectore.

 

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