Da pandemia a prigionia: 2020 di violenze domestiche. Tante le iniziative a tutela delle donne

LECCE – Video con protagonisti gli amministratori comunali che, con un segno convenzionale sul volto, dicono “NO” alla violenza sulle donne; infiorate in piazza per ricordare cosa sia amore e cosa assolutamente no; e poi incontri con gli studenti, dibattiti, testimonianze, marce, rappresentazioni teatrali e panchine rosse, con il racconto di chi – come la mamma di Noemi Durini – ha perso una figlia, per mano di un uomo violento.

Il 25 novembre il Salento celebra la giornata internazionale contro la violenza sulle donne con un ricco programma di iniziative. Su proposta di Soroptimist alcuni monumenti leccesi si illumineranno di arancione, simbolo di un futuro senza violenza di genere .

Un fenomeno con numeri allarmanti. Basti pensare che nel corso del 2020, anno pandemico, le chiamate al Centro Antiviolenza Renata Fonte (punto di riferimento del territorio) sono state 245.

La violenza si è consumata nella maggioranza dei casi all’interno delle relazioni di coppia (93%), con reati che vanno dalla minaccia (36%) alla violenza fisica (28%) allo stalking (25%) alla violenza economica (27%). Certo è che quella psicologica ha accompagnato tutte le forme di violenza sopraccitata.

I figli che assistono alla violenza sono per il 40% minorenni e il 22% maggiorenni.

I dati sono stati resi noti dall’Unione dei Comuni Andrano-Spongano-Diso che proprio in collaborazione con il centro antiviolenza ha organizzato una serie di appuntamenti per sensibilizzare sul tema: una tavola rotonda, una mostra e una staffetta di letture con performance musicali sul tema

 

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