A Brindisi cresce la richiesta di postazioni periferiche del 118. Il nodo irrisolto del rione Casale

BRINDISI – Il ritardo nell’arrivo di una autoambulanza a volte può risultare drammaticamente importante, tanto da determinare conseguenze gravissime per il paziente di turno. Da qui la scelta – attuata in tantissime città d’Italia – di creare postazioni periferiche del 118 capaci di accorciare i tempi e quindi di battere il nemico principale, rappresentato dal traffico automobilistico.

A Brindisi fino ad un paio di mesi fa era attiva una sede staccata del 118 presso la ex delegazione comunale del rione Casale per assorbire le richieste dei quartieri Paradiso, Casale e Materdomini. Gli stessi locali, però, l’Amministrazione Comunale ha deciso di destinarli ad un centro di accoglienza per minori migranti. La soluzione alternativa era stata individuata in un’ala della scuola Calò, ma i lavori di ripristino non sono serviti a nulla, visto che l’Asl ha dichiarato quei locali inidonei.

Adesso, pertanto, le autoambulanze partono dal vecchio ospedale Di Summa, con un allungamento del tragitto di almeno un paio di chilometri, per giunta attraverso strade molto trafficate.

Da qui la richiesta del consigliere comunale Massimiliano Oggiano di riportare il 118 nella vecchia sede della delegazione comunale.

Ma di 118 si parla anche in altri quartieri cittadini che chiedono la presenza sul posto di una autoambulanza per accorciare i tempi di trasporto in ospedale.

Locali pubblici non utilizzati ce ne sono ovunque. Si tratta di adeguarli alle esigenze del personale sanitario e soprattutto di far presto.

Mimmo Consales

 

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