Surbo, nessun legame tra mafia e politica: tutti assolti

SURBO – Tutti assolti perché il fatto non sussiste. La vicenda è quella degli appalti e degli affidamenti tra il 2012 e il 2014 a Surbo, un’inchiesta che finì nello scioglimento del consiglio comunale nel 2018, quando sindaco era Fabio Vincenti, scomparso recentemente in un tragico incidente stradale.

Assolti il responsabile del settore Servizi Tecnici del Comune, Giovanni Frassanito; l’imprenditore Oronzo Trio, amministratore di fatto della Trio Costruzioni srl; il procuratore speciale della stessa società, Vincenzo Trio; il direttore tecnico della Trio Costruzioni, Alessandro Monaco; gli esecutori dei lavori su cui si è indagato, Giuseppe Conte e Oronzo Fasano; il titolare dell’impresa sub-appaltatrice, Franco Mele; il presunto boss Antonio Pellegrino, di Squinzano.

L’appalto finito sotto la lente degli inquirenti per una presunta frode è quello da oltre un milione di euro per il rifacimento di Piazza Unità Europea. Secondo l’accusa, sarebbero stati commessi degli illeciti computando lavori che o non sarebbero mai stati realmente eseguiti oppure sarebbero stati eseguiti in difformità rispetto al capitolato dell’appalto.

Per Oronzo Trio era stata chiesta una condanna per presunte miminacce a due dipendenti, vantando l’amicizia con un noto presunto boss, ma il legame tra l’imprenditore e la criminalità è stato escluso.

Gli imputati sono assistiti dagli avvocati Antonio Savoia, Elvia Belmonte, Luigi Rella, Ladislao Massari, Luigi Covella, Roberta Capodieci e Laura Minosi.

Per quanti conoscevano e amavano il sindaco Fabio Vincenti questo avrebbe dovuto essere un giorno di festa: “Lui -dicono- voleva la riabilitazione non per se stesso, ma per l’intero paese. E oggi non può vedere quanto stabilito dalla giustizia”.

 

 

 

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