Taranto, sfiducia per il sindaco Melucci: si scioglie il consiglio comunale

TARANTO – Sfiduciato da 17 consiglieri su 32, cade il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci. Si scioglie così in anticipo di qualce mese il consiglio comunale. Melucci, esponente del Partito Democratico, è stato eletto nel 2017, per cui i cittadini tarantini sarebbero comunque andati al voto a primavera 2022.

Alle prime ore del mattino, i 17 consiglieri hanno presentato contemporaneamente le dimissioni all’Ufficio Protocollo del Comune. Non si tratta solo di consiglieri di opposizione, ma anche di maggioranza, ovvero Stellato, Casula, Pulpo, Fuggetti, Simili, Festinante, Brisci e Ranieri.

Tra i primi a commentare, il segretario nazionale della Lega, Matteo Salvini: “Sfiduciato il sindaco di Taranto dopo anni di pessima amministrazione. Per il centrodestra è una grande occasione per offrire una seria proposta di buongoverno, allargata a chiunque voglia mettersi al servizio della città”.

“Qualcuno sta giocando con Taranto e sta mettendo in pericolo le sorti di un’intera comunità -dice il consigliere regionale Pd tarantino, Vincenzo Di Gregorio– Le dimissioni dei 17 consiglieri comunali otterranno un solo effetto: bloccare per mesi la città. Questa scelta non penalizza Melucci, la sua giunta o la sua maggioranza. Questa scelta penalizza tutti i tarantini, è una decisione che sacrifica la collettività a vantaggio di ambizioni politiche e, talvolta, personali.
Siamo di fronte al tentativo disperato di fermare le azioni messe in campo in questi anni dall’Amministrazione comunale per costruire un futuro nuovo e diverso per Taranto. Non ci fermeremo e non cadremo nel precipizio aperto dai fautori di questa iniziativa.
Rinaldo Melucci resta e sarà il candidato del Centrosinistra alle prossime elezioni amministrative. Cambia però il perimetro della coalizione. Qualcuno, infatti, se ne è spontaneamente tirato fuori. Se è questa la sua volontà, sarà pienamente accontentato. Taranto merita rispetto”.

Subentra ora, a reggere il Comune fino alle prossime elezioni, un commissario prefettizio che sarà nominato dal prefetto Demetrio Martino, sentito il Ministero dell’Interno; poi sarà nominato un commissario straordinario.

La reazione di Melucci: «La trasformazione di Taranto va avanti – dice – non saranno biechi interessi personali di pochi che ci fermeranno, da oggi inizia ufficialmente la nostra campagna elettorale e siamo certi di poter donare alla città altri cinque anni di buon governo. La caduta del Consiglio comunale non è un fulmine a ciel sereno, sono mesi e addirittura anni che un manipolo di persone ricatta l’amministrazione e frena lo sviluppo della città, percependo nel contempo lauti stipendi in qualità di assessori, presidenti di partecipate o altro. Quella sfiducia è un atto contro tutto quello che è avvenuto di positivo in questo mandato, contro l’operato di tutta la giunta comunale. Perciò, oggi, almeno per dignità, l’assessore Deborah Cinquepalmi, cugina di Walter Musillo, responsabile del gruppo Idea Indipendente, l’assessore Simona Suma e il presidente Francesco D’Errico, entrambi in quota ai consiglieri comunali Carmen Casula e Massimiliano Stellato, del gruppo di Puglia Popolare, già in maggioranza con il centrosinistra nel consiglio regionale, l’assessore Gabriella Ficocelli e il componente del cda Claudio Stola, entrambi in quota ai consiglieri comunali Salvatore Brisci e Salvatore Ranieri, che per ultimi hanno tradito la maggioranza di Palazzo di Città, dovrebbero semplicemente dimettersi, senza ricavare altri vantaggi ai danni della comunità da qui alle elezioni amministrative».

“Il lavoro dell’amministrazione Melucci si interrompe senza alcuna motivazione confessabile. Eppure mirava alla decarbonizzazione dell’Ilva e alla salvaguardia dei cittadini, ad una mobilità non inquinante, a trasformare Taranto in città universitaria e costruire un grande ospedale. Resta tanta amarezza”. Così il presidente della Regione, Michele Emiliano, commenta lo scioglimento del consiglio comunale tarantino, devuto alle dimissioni di 17 consiglieri.

“Faccio appello a tutti i tarantini perché non subiscano passivamente questo ennesimo oltraggio -dice- la città deve sempre contare su se stessa, sulle sue risorse, ma anche su tutta la Regione Puglia come istituzione e come comunità”.

 

 

 

 

 

 

 

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