Sanitari novax: Asl di Lecce ne allontana 28, sospensioni per altri cento privati e liberi professionisti

LECCE- Allontanamento dal posto di lavoro, senza retribuzione, fino al 31 dicembre. E’ questo il contenuto dei provvedimenti di sospensione per il personale sanitario non vaccinato notificati in questi giorni in provincia di Lecce.

Dopo le segnalazioni, una ventina, giunte alla Cisl, i numeri esatti forniti dalla Asl dicono che le procedure di verifica si sono concluse negativamente per 28 dipendenti, di cui cinque medici e il resto 8 infermieri, oss, tecnici di laboratorio. A loro la sospensione dal servizio firmata dal direttore generale Rodolfo Rollo è già stata notificata, mentre è al vaglio la posizione di altri venti dipendenti dei vari ospedali pubblici. Sulla loro ricollocazione, come richiesto dal sindacato e come indicato anche dalla legge, Rollo è chiaro: “Ad un medico non posso assegnare mansioni di dirigente o collaboratore amministrativo perché servono titoli di studio diversi. Se vogliono essere assegnati a mansioni inferiori, come quelle di usciere o altro, allora, una volta ricevuta la notifica, possono chiedere loro stessi la ricollocazione”.

C’è, poi, un’altra platea ed è quella dei sanitari dipendenti di strutture private e dei liberi professionisti. A svolgere le verifiche anche per loro è sempre il Dipartimento di Prevenzione della Asl, mentre a firmare le sospensioni sono i relativi ordini professionali. In tal caso, le procedure sono già state ultimate e sono sfociate in provvedimenti di allontanamento per circa cento operatori, di cui 12 medici, alcuni dei quali si sono vaccinati o prenotati per la prima dose subito dopo la notifica. Tra loro ci sono anche 9 infermieri: 2 del Panico di Tricase, 6 di altre Asl fuori regione e un dipendente di struttura privata.

Per altri 30 liberi professionisti sono ancora in itinere gli accertamenti d’ufficio, che seguono una trafila articolata: gli interessati sono stati invitati con comunicazione ufficiale a vaccinarsi; poi è stato chiesto loro di produrre la documentazione per l’eventuale esonero dal vaccino, inviata dal Dipartimento al medico competente per la valutazione. Nel caso in cui le motivazioni addotte vengano ritenute non idonee, si passa alla sospensione, senza possibilità di presentarsi al lavoro con green pass temporaneo a seguito di tampone effettuato ogni 48 ore. Non sono risparmiati neppure coloro che sono in malattia, congedo di maternità o parentale ed è questo il punto che sta sollevando più perplessità al momento tra i sanitari che si sono visti azzerare la propria busta paga.

 

t.c.

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*