“Il mare oltre”: piccoli cineasti fanno scuola di accoglienza

FRIGOLE – Luna è una bambina italo-albanese di 12 anni. Il pavone bianco che racconta agli altri bambini di aver incontrato simboleggia una missione importante che, con una sorta di telefono senza fili, riesce ad abbattere le paure e i pregiudizi iniziali, fino spingerli verso un grande e coraggioso viaggio, all’insegna dell’accoglienza e della solidarietà.

Il cortometraggio, che si intitola “Il mare oltre”, è stato realizzato dalle alunne e dagli alunni delle classi quarta e quinta della scuola primaria di Frigole, facente parte del IV Circolo didattico “Sigismondo Castromediano”, per la regia di Claudia Mollese.

Al loro fianco la dirigente Tiziana Faggiano, i docenti, i genitori e i cittadini del borgo di Frigole, dove sono ambientate le scene, insieme a Borgo Piave. Ad accompagnarli in tutte le fasi di scrittura ed elaborazione delle scene, tantissimi professionisti del settore. Dai laboratori si è passati al set.

Venerdì è stato proiettato in anteprima assoluta nel cinema Massimo di Lecce, essendo stato selezionato nella sezione speciale “Il Cinema delle scuole” nell’ambito del Festival del Cinema Europeo.

Il lavoro cinematografico è il prodotto finale del Laboratorio di cinema realizzato nell’ambito del Progetto “Gaudina diventa cittadina”, finanziato con i fondi del MIUR-MIBCT. Il progetto ha offerto loro la possibilità di scoprire le radici del proprio territorio e di aprire lo sguardo verso la bellezza, la semplicità, la naturalezza dei particolari del paesaggio,degli animali, del borgo di Frigole tutto.

Un’esperienza cinematografica che, rendendoli protagonisti e cosceneggiatori dall’inizio alla fine, ha offerto loro l’opportunità di ripensare a se stessi, definire la percezione di sé, scoprire nuovi modi di esprimere il proprio universo emotivo.

Il risultato è emozionante: riscoprendo se stessi attraverso la propria terra, in questo meraviglioso viaggio nell’universo cinematografico, i bambini si fanno portatori sani di speranza. Il loro sguardo si apre sul mondo e tende la mano. E così in cattedra salgono loro: la purezza del cuore abbatte ogni confine, paura, pregiudizio e ci rende tutti cittadini del mondo.

 

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