Pesca intensiva della ricciola al largo di Leuca, il caso arriva al Parlamento Europeo

SANTA MARIA DI LEUCA- “La pesca intensiva alla ricciola, attualmente non regolamentata da alcun limite di quantità, viene prevalentemente esercitata grazie a reti da circuizione, tecnica che, sebbene possa ritenersi regolare, risulta comunque impattante per la fauna dei territori, come quello del Capo di Leuca, dove recentemente questa tecnica è stata ampiamente utilizzata”. Lo dichiara Chiara Gemma, europarlamentare del M5s, che ha investito della questione il Parlamento Europeo, presentando una interrogazione per chiedere “quali iniziative concrete ha intenzione di adottare la Comunità Europea per incentivare gli Stati membri a regolamentare nel dettaglio la pesca per questa tipologia di pesce, limitando il quantitativo mensile o annuale per la pesca professionale, come già previsto per altre specie ittiche e approfondendo il concreto impatto ecologico delle reti da circuizione”.

“È necessario – ha detto Gemma – verificare la sussistenza dei presupposti per l’adozione di un provvedimento che salvaguardi la pesca e gli ecosistemi marini e, nel contempo, consenta ai pescatori di poter continuare a svolgere la propria attività, che sarebbe, altrimenti, preclusa o quantomeno fortemente limitata dalla modalità di pesca denunciata. Si potrebbe prendere a modello il piano di ricostituzione del tonno rosso – continua  – dal quale si evince come per influire davvero sugli stock ittici sia necessario uno stop o una forte regolamentazione della pesca professionale. Inoltre, se si considera che la ricciola è quasi esclusivamente vittima delle reti da circuizione si capisce bene quanto sia importante porre un freno a questa tecnica”.

 

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