Ecosistema urbano: tonfo Lecce e Brindisi, Taranto recupera posizioni

SALENTO- Un tonfo per Lecce e Brindisi, mentre Taranto risale la china: è la fotografia della classifica “Ecosistema Urbano” pubblicata da Il Sole 24 Ore, elaborata da Legambiente e Ambiente Italia e riferita quasi completamente al 2020, in pieno periodo Covid, tra lockdown e telelavoro.

Lecce ha perso 10 posizioni piazzandosi 67esima, Brindisi addirittura 22 scivolando al 103esimo posto, dunque terzultima in Italia prima di Palermo e Catania. Taranto, invece, scala 9 posizioni affermandosi al 77esimo posto.

«Non siamo soliti farci suggestionare da queste classifiche – commenta il sindaco Rinaldo Melucci – ma il cambiamento di Taranto è ormai evidente, stiamo lavorando tutti insieme per una città più vivibile e più sostenibile. Riteniamo di essere sulla strada giusta e vogliamo proseguire senza esitazioni».

Si conferma ancora una volta il primato di città green per Trento. Sul podio anche Reggio Emilia e Mantova, seguite da Cosenza, una delle poche realtà meridionali a scalare posizioni. Le città pugliesi sono tutte al di sotto della media nazionale. Prima nella regione è comunque Lecce, nonostante le dieci posizioni perdute.

La classifica generale è il risultato di 18 indicatori, che disegnano l’impronta verde delle città.

Il capoluogo barocco ha buone posizioni per quanto riguarda il consumo di suolo, per presenza di alberi di proprietà comunale, la dispersione della rete idrica, le emissioni e le piste ciclabili. È, invece, quintultima in Italia per il solare pubblico installato sui tetti degli edifici; va male anche per i pochi passeggeri del trasporto pubblico e l’offerta in tal senso, così come anche per il tasso di motorizzazione. Lecce è stata anche segnalata tra le buone pratiche sulla tutela delle coste e paesaggio in seguito all’adozione del Piano delle Coste in Consiglio comunale, primo capoluogo a dotarsi di questo strumento.

Brindisi primeggia per zero consumo di suolo, ma è ultima a livello nazionale per l’eccessiva produzione di rifiuti ed è in coda anche per le emissioni nell’aria. “Il dato – si giustifica il sindaco Riccardo Rossi – va letto però con la mancanza di alcuni dati che gli uffici non sono stati in grado di trasmettere nei tempi richiesti. L’accesso alla piattaforma Ecosistemi ha creato alcuni problemi ai tecnici comunali che sono riusciti ad inserire i dati di cinque sezioni quando ormai erano scaduti i tempi. Questo ha portato, nelle relative classifiche parziali, a risultare negli ultimi posti a pari merito con chi ha avuto le stesse difficoltà e, di conseguenza, ad essere fortemente penalizzati nella classifica generale complessiva. Riteniamo che la classifica generale non sia perfettamente aderente ai reali valori della città per questi motivi tecnici che non sono addebitabili a Legambiente”.

Taranto, infine, è tra le prime dieci in Italia per concentrazioni di biossido di azoto e per poco utilizzo di auto private. Troppo bassa ancora la raccolta differenziata, così come la presenza di isole pedonali, verde urbano e solare pubblico.

 

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