Baroni: “Tutto perfetto, che cornice di pubblico. Possiamo ancora crescere”

Marco Baroni, allenatore U.S. Lecce

LECCE (di C. Tommasi) – Al “Via del Mare” è un monologo giallorosso: il Lecce batte anche il Parma, 4-0, e porta a casa la seconda vittoria di fila casalinga per l’undicesimo risultato utile consecutivo. È successo tutto nel primo tempo. A fine gara mister Marco Baroni non può che gioire per la prestazione dei suoi: “Voglio ringraziare il pubblico. Ci hanno preparato una cornice importante. La squadra ha fatto bene e sono contento, continuo a dire ai ragazzi che si può migliore.  Alla squadra ho detto di fare una prestazione che emozionasse. La squadra lo ha fatto attraverso il gioco. Sono contento, continuo a dire ai ragazzi che si può migliorare. Vedo addosso dei miglioramenti e dobbiamo lavorare in questa direzione. Abbiamo vinto una partita importante contro un avversario di grandissima qualità. Buffon è stato il migliore in campo, questo dà l’idea di quello che abbiamo creato. Nel secondo tempo ho chiesto di non mollare, siamo rientrati in campo bene. Ci mettiamo alle spalle questa vittoria e ci rimettiamo al lavoro, ci aspetta una partita complicata al rientro”. 

Una gara autorevole sotto tutti i punti di vista quella del suo Lecce: “Io conosco questo ambiente, questa città e questo pubblico, che ha risposto presente all’appello del presidente. Abbiamo fatto una prestazione meritevole dell’atmosfera che c’era allo stadio. Bisogna ancora alzare le prestazioni di qualche ragazzo che gioca meno”. 

Il primo gol di Massimo Coda, lo commenta così: “Nel modello di calcio che vogliamo proporre chi ha la palla serve e chi non ha la palla fa gol. In settimana si creano dinamicità e movimento, che danno fastidio a tutte le squadre. I ragazzi lo stanno interpretando bene”.

Sulla posizione in campo di Olivieri e di Rodriguez spiega e dice: “Mi è dispiaciuto che non abbia trovato il gol. Per me può fare la punta, è stato bravissimo ad attaccare la profondità, è un aspetto su cui lavoriamo. A Pablo non posso togliere completamente la ricerca del pallone altrimenti viene via dalla zona centrale, può giocare in una posizione più aperta, magari con qualche compito in meno in copertura. Se impara a lavorare di squadra può fare qualcosa di importante e crearsi un percorso da calciatore. Deve lavorare su quello, negli ultimi venti metri ha l’istinto dell’attaccante ma deve imparare a lavorare lontano dalla parte”.

Infine, svela un dettaglio: “Nello spogliatoio a fine primo tempo ho detto ai ragazzi che dovevamo rimanere mentalmente in partita. Siamo una squadra che non può andare in gestione. Abbiamo un modello di calcio che stiamo allenando. La squadra deve portare in campo corsa, ritmo e coraggio. Deve trovare la capacità di divertirsi, di provare quello che facciamo in settimana. Con il lavoro credo che si possa proporre un calcio importante e ci stiamo provando, al di là delle vittorie. Solo con il lavoro si può proporre un modello di calcio, solo con quello… Non è facile. Strefezza non ha mai fatto l’attaccante esterno, ha sempre fatto il quinto. Lo abbiamo messo lì perché crediamo in lui e anche lui ci sta credendo. Questo lo vorrei anche da Listkowski e da Rodriguez. Il lavoro ci porta avanti e per il momento siamo contenti”. 

 

 

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